La redazione di Nurse Times esprime pieno sostegno alla mobilitazione indetta per oggi, 17 aprile, dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che hanno proclamato lo sciopero di tutto il comparto della sanità privata contro il blocco dei rinnovi contrattuali e il mancato adeguamento dei salari. A Roma è prevista una manifestazione nazionale, dalle 9 alle 13 in piazza Santi Apostoli, per riportare al centro dell’attenzione pubblica una vertenza che va avanti da troppo tempo.
La protesta riguarda quasi 300mila lavoratori in tutta Italia, tra cui infermieri, medici, operatori socio-sanitari (oss), personale tecnico, amministrativo, oltre agli addetti delle Rsa e dei centri di riabilitazione. In molte strutture la giornata si preannuncia critica, con possibili disagi per visite, esami e prestazioni programmate.
Contratti fermi da anni, salari insufficienti
I sindacati denunciano una situazione ormai insostenibile: da anni il personale della sanità privata attende il rinnovo del Contratto, mentre i salari restano fermi nonostante l’aumento del costo della vita. Una condizione che, per chi lavora ogni giorno nei reparti, nelle strutture residenziali e nei servizi territoriali, si traduce in un progressivo impoverimento e in un’evidente disparità rispetto ai colleghi del settore pubblico.
Nel corso della vertenza le organizzazioni sindacali hanno sottolineato come il comparto stia attraversando una fase economica tutt’altro che critica. Stando ai dati richiamati nella nota, nel 2023 il fatturato complessivo della sanità privata ha raggiunto 12,02 miliardi di euro, con una crescita del 15,5% rispetto al 2019. In aumento anche la capacità di generare cassa, arrivata a 1.105,5 milioni di euro, mentre l’utile netto sarebbe raddoppiato in un solo anno, toccando i 449 milioni di euro. Numeri che, secondo i sindacati, rendono ancora più incomprensibile il mancato rinnovo dei contratti per chi attende da 8 anni nella sanità privata e addirittura da 14 anni nelle Rsa.
Infermieri penalizzati rispetto al pubblico
Tra i temi più sentiti c’è quello della disparità retributiva. Un infermiere impiegato nella sanità privata, evidenziano i sindacati, guadagnerebbe mediamente 500 euro in meno al mese rispetto a un collega del settore pubblico. Una differenza che pesa sul piano economico, ma anche sul riconoscimento professionale di migliaia di operatori che garantiscono quotidianamente assistenza e continuità di cura.
Su questo punto è intervenuta anche la Fnopi, che ha condiviso l’allarme lanciato dalle sigle confederali, richiamando l’attenzione sugli almeno 65mila infermieri impiegati nel privato. La Federazione ha ribadito la necessità di evitare qualsiasi forma di discriminazione retributiva da parte datoriale, ricordando che non possono esistere “infermieri di serie A e di serie B”.
La posizione di Nurse Times
Come redazione, riteniamo che la vertenza della sanità privata non possa più essere rinviata. Il diritto a un contratto aggiornato, a una retribuzione dignitosa e a condizioni di lavoro coerenti con la complessità dell’assistenza non è una rivendicazione corporativa, ma una questione di rispetto verso professionisti che assicurano ogni giorno prestazioni essenziali ai cittadini.
Lo sciopero odierno rappresenta dunque un segnale forte e necessario: senza un reale riconoscimento economico e contrattuale, il rischio è quello di continuare a scaricare sui lavoratori il peso di un sistema che chiede sempre di più, ma restituisce sempre troppo poco.
Redazione Nurse Times
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