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Scanner facciali e lettori di impronte digitali anche negli ospedali per combattere i furbetti del cartellino

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Uno stretto giro di vite sarà dato nei confronti del furbetti del cartellino. I dipendenti delle pubbliche amministrazioni saranno monitorati più attentamente attraverso le loro stesse impronte digitali o con la scansione del proprio volto.

Al posto della classica timbratrice e dell’ormai obsoleto cartellino magnetico, a breve si utilizzeranno lettori ottici in grado di analizzare diversi parametri biometrici.

Il provvedimento interesserà direttamente anche centinaia di migliaia di professionisti della salute tra medici, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari in servizio presso nosocomi o altre strutture sanitarie pubbliche.

Uno scanner facciale in azione

“Voglio evitare che ci siano Comuni in cui la gente non va a lavorare: in Consiglio dei Ministri passerà, in via definitiva, il mio provvedimento che prevede che ci siano controlli biometrici nella Pubblica Amministrazione”.

Sono queste le parole del ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, proferite a margine dell’assemblea nazionale dell’Anci. I controll saranno fatti “con l’identificazione facciale, con l’impronta digitale o con l’iride”.

“La prima cosa – ha detto – è che devono lavorare tutti, poi li faccio lavorare bene. E’ prevista per tutti: il problema assenteismo che emerge è minimo rispetto all’effettivo”. “Domani – ha aggiunto la Bongiorno – in Consiglio dei ministri c’è un provvedimento che si chiama provvedimento ‘Concretezza’, che cerca di aiutare anche i comuni che sono rimasti più indietro.

Manderò dei tutor, il Nucleo Concretezza” per aiutare quelli che restano indietro: in “Italia abbiamo troppe velocità, non possiamo pensare che con diverse velocità cresciamo tutti”.

Simone Gussoni

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