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Rozza (Pd): “La Destra finge di valorizzare i professionisti della sanità pubblica, ma in realtà chiede loro il cottimo per favorire i privati”

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“La Destra finge di valorizzare i professionisti della sanità pubblica, ma in realtà chiede loro il cottimo per favorire i privati”. In Lombardia la consigliera regionale della Lombardia, Carmela Rozza (Pd), commenta così la proposta di legge al Parlamento, firmata dalla Destra, che regolamenta l’attività libero-professionale degli operatori sanitari non medici impiegati in strutture pubbliche, proposta approvata ieri in aula.

“Noi sosteniamo da sempre – afferma Rozza – la necessità di valorizzare le professioni sanitarie, anche nell’esercizio della libera professione intramoenia, come accade per i medici, ma questa proposta di legge dice ben altro. Propone ai professionisti della sanità che lavorano nel pubblico di esercitare la libera professione nelle strutture private, così da rimediare alla loro carenza di personale, senza neppure garantire equi compensi. Si dice apertamente che, visto che il reddito ‘è spesso insufficiente rispetto alle responsabilità e alle competenze previste dal ruolo’, si può integrare lavorando di più. Un cottimo mascherato”.

E ancora: “Noi pretendiamo che la libera professione debba poter essere esercitata solo al domicilio dei pazienti o in forma intramoenia, così come accade per i medici. Abbiamo chiesto di stralciare dalla proposta di legge la possibilità di esercizio della professione nelle aziende private perché per noi la legge deve valorizzare la professione, e non umiliarla, ma ci è stato detto no”.

Conclude Rozza: “Inoltre abbiamo chiesto di stabilire un massimo e un minimo per gli onorari delle prestazioni elargite in libera professione in intramoenia dagli operatori della sanità non medici in Lombardia, attività che già svolgono, ma ricevendo solo una mancetta. Anche in questo caso ci è stato detto no. Per i professionisti della sanità, ancora una volta, la Destra fa solo chiacchiere. Al loro interesse, come sempre, antepone quello delle aziende private”.

Redazione Nurse Times

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