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Romagna, valori anomali di escherichia coli in mare: bagno vietato su un lungo tratto di costa

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Romagna, valori anomali di escherichia coli in mare: bagno vietato su un lungo tratto di costa
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I campionamenti dell’Arpae hanno registrato il superamento dei limiti in 28 punti di misura su 98.

Su 30 i chilometri di riviera romagnola vige il divieto temporaneo di fare il bagno per via di valori anomali relativi alla presenza del batterio escherichia coli. In base ai campionamenti programmati l’Arpae (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ha registrato il superamento dei limiti in 28 punti di misura su 98.

Il divieto per il rischio di valori fuori norma è abituale nelle 24 ore successive alle piogge, quando vengono aperti gli sforatori a mare. Sulla tratta in esame, però, il fenomeno resta senza spiegazione, data la perdurante siccità. “Al momento – spiega l’Arpae – le ipotesi possibili per spiegarne le cause sono rappresentate da un insieme di eccezionali condizioni meteorologiche che, sommandosi, possono aver avuto un effetto particolarmente impattante sulla composizione delle acque marine”.

L’escherichia coli è la specie di batterio più nota del genere Escherichia e costituisce parte integrante della normale flora intestinale dell’uomo e di altri animali. Nonostante la maggior parte dei ceppi sia innocua, ne esistono alcuni che mettono a rischio la salute umana, causando disturbi di diversa gravità: diarrea, anche con sangue; crampi addominali; nausea e vomito.

L’infezione da escherichia coli può provenire da acqua o cibo contaminati, soprattutto da alimenti come frutta e verdura, che sono spesso consumati crudi, ma anche da latte non pastorizzato e carne non cotta. Anche il contatto da persona a persona, soprattutto quando i soggetti infetti non si lavano correttamente le mani, può tuttavia determinarne la diffusione. Il batterio è sensibile al calore: la cottura dei cibi permette di neutralizzarlo. Risulta molto pericoloso soprattutto per bambini piccoli e anziani, che possono sviluppare una forma di insufficienza renale nota come sindrome emolitico-uremica.

Nessun farmaco è in grado di proteggere dall’infezione. Tra i comportamenti da adottare per non incorrervi ricordiamo: evitare cibi a rischio, come carne non cotta a sufficienza e latte non pastorizzato; lavare accuratamente gli alimenti crudi; lavare gli utensili da cucina con acqua calda e sapone prima e dopo il contatto con prodotti e carne cruda; utilizzare contenitori separati per ogni alimento; lavarsi bene le mani prima di cucinare, dopo essere stati in bagno, dopo aver cambiato pannolini, dopo aver toccato animali.

Redazione Nurse Times

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