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Roma, lasciarono una garza nel corpo del paziente operato: medici nei guai

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Roma, lasciarono una garza nel corpo del paziente operato: medici nei guai
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Nessuno, nel 2017, si accorse dell’errore. I due chirurghi, in seguito, avrebbero anche falsificato la cartella clinica del paziente per sfuggire alle proprie responsabilità.

All’ospedale Sant’Eugenio di Roma, nel maggio del 2017, un uomo di 50 anni che doveva sottoporsi a una laparoscopia fu operato da un’equipe comprendente un chirurgo, un aiuto chirurgo e tre infermieri strumentisti. L’intervento andò bene, ma tutti si dimenticarono di rimuovere una garza, lasciandola nel corpo dell’uomo all’altezza del rene sinistro.

E’ quanto sostiene nel campo d’imputazione il sostituto procuratore Daniela Cento, che sottolinea come l’equipe avrebbe dimenticato “di asportare dalla cavità peritoneale una garza chirurgica e nel non effettuare correttamente la conta delle bende utilizzate nel corso di detto intervento”. Dopo l’operazione, furono effettuate diverse visite di controllo, ma nessuno si sarebbe accorto dell’errore. Nemmeno il radiologo, che non avrebbe notato nulla di strano nelle immagini riprese ai raggi X.

Come riportato da Il Messaggero, una volta rientrato a casa il paziente iniziò ad accusare dolori lancinanti, fitte, febbre e nausea. Tutti effetti compatibili con l’intervento appena sostenuto, se non fosse che tali dolori non accennavano a diminuire a distanza di tempo. A fine luglio l’uomo decise quindi di farsi nuovamente visitare, questa volta all’ospedale Alfredo Fiorini di Terracina. Ma anche stavolta i medici non si accorsero di nulla e lo rimandarono a casa con parole di conforto. La situazione, però, andò via via peggiorando: il 50enne dimagrì tantissimo e accusò forti dolori alla schiena per tutta l’estate e fino a novembre.

L’uomo decise allora di tornare al Sant’Eugenio, dove gli stessi due medici che lo avevano operato si accorsero finalmente della garza. Secondo quanto emerso dalle indagini, tuttavia, costoro avrebbero falsificato la cartella clinica, attestando “di aver rimosso materiale purulento e tessuto necrotico”, come scritto dal pm. Adesso gli inquirenti contestano all’equipe e al radiologo il reato di lesioni personali colpose, e quello di falsità ideologica ai due chirurghi che avrebbero falsificato la cartella clinica. Sono indagati poi per lesioni anche i due medici dell’ospedale di Terracina che non identificarono il corpo estraneo nell’organismo del 50enne, il quale in seguito, per fortuna, si è ripreso dalla brutta avventura.

Redazione Nurse Times

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