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Rimini, vigilia di flash mob all’Ospedale Infermi: basta con le aggressioni al personale

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Rimini, vigilia di flash mob all’Ospedale Infermi: basta con le aggressioni al personale
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Domattina, nel piazzale del Pronto Soccorso, gli operatori sanitari insceneranno una manifestazione per denunciare i sempre più frequenti episodi di violenza e chiedere interventi concreti.

Un presidio per dire stop alle aggressioni fisiche e verbali e per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto per chiedere interventi concreti, che pongano fine a questa grave criticità. Giovedì 4 luglio alle 11, nel piazzale del Pronto soccorso dell’Ospedale Infermi di Rimini, il personale del 118, assieme a tutti gli operatori sanitari, compresi quelli del Pronto soccorso, saranno protagonisti di un flash mob di denuncia degli episodi di violenza a danno di tutti gli operatori sanitari.

L’ultima aggressione fisica si è registrata nel mese di giugno: autista e medico del 118 picchiati da un 32enne straniero, ubriaco fradicio, che era stato soccorso e fatto salire in ambulanza per il trasporto in ospedale. Ma i casi di aggressione fisica sono un paio al mese, lamentano gli organizzatori, e recentemente c’è stato anche un infermiere colpito al volto da un paziente, che gli ha provocato la frattura del setto nasale. L’uomo era in stato di agitazione ed era stato portato in ospedale dalle forze dell’ordine.

A ogni modo il presidio nasce anche per denunciare le invettive, i comportamenti aggressivi e maleducati che deve subire non solo il personale del Pronto soccorso, ma anche quello di corsia. “Sono in aumento le aggressioni verbali, spesso molto spinte, che non vengono segnalate perché oramai il personale è rassegnato alla maleducazione dell’utente”, spiegano ufficiosamente i promotori del presidio.

LE SOLUZIONI – Il personale sanitario chiede anzitutto una presenza costante delle forze dell’ordine. In servizio c’è il Civis (sorveglianza privata), ma da solo non basta a garantire la sicurezza di tutta la struttura ospedaliera. Inoltre, tra le proposte c’è anche una modifica strutturale del Pronto soccorso: servono più barriere per segnare la distanza tra le persone presenti e il personale sanitario, ma anche punti in cui infermieri e medici possano “chiudersi” per tutelare la propria incolumità in caso di aggressione personale. Infine si richiede la possibilità di poter dare l’allarme alle forze dell’ordine in maniera silenziosa.

Redazione Nurse Times

 

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