Home Infermieri Riforma professioni sanitarie, la colpa cambia regole. Gli organici restano fuori dal testo
InfermieriNT NewsProfilo professionale

Riforma professioni sanitarie, la colpa cambia regole. Gli organici restano fuori dal testo

Condividi
La responsabilità penale dell’infermiere in psichiatria
Condividi

Il Disegno di legge delega C. 2700-A è in Aula alla Camera dal 12 ottobre. Estende la non punibilità a negligenza e imprudenza, fuori dalla colpa grave, e chiede al giudice di pesare le carenze organizzative. Ma tutto avviene a invarianza di spesa. E due tutele temporanee per gli infermieri scadono il 31 dicembre.

Da due settimane la Camera discute la riforma delle professioni sanitarie. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri nel settembre 2025 su proposta dei ministri Schillaci e Nordio, è collegato alla manovra di finanza pubblica. In Commissione Affari sociali è rimasto fermo circa due mesi per le trattative nella maggioranza. Ora l’Aula esamina gli emendamenti, molti dei quali erano già stati respinti in Commissione.

Il testo ha due anime. La prima è una delega al Governo, che entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge (prorogabili di tre) dovrà scrivere i decreti su personale, competenze, formazione e Ordini. La seconda contiene norme immediatamente operative sulla responsabilità professionale. È questa la parte che interessa di più chi lavora in corsia.

Cosa cambia sulla colpa

Oggi l’articolo 590-sexies del Codice penale, introdotto dalla Legge Gelli-Bianco del 2017, esclude la punibilità per omicidio e lesioni colpose solo in caso di imperizia, quando il professionista ha rispettato linee guida adeguate al caso. Il nuovo articolo 7 allarga la protezione anche a negligenza e imprudenza, purché non si tratti di colpa grave.

Le buone pratiche clinico-assistenziali vengono messe sullo stesso piano delle linee guida. Per un infermiere non è un dettaglio: buona parte dell’assistenza quotidiana si regge su protocolli e procedure aziendali più che su linee guida formalmente pubblicate.

Il testo indica poi al giudice i criteri per valutare la colpa. Tra questi, la scarsità di risorse e le carenze organizzative non evitabili dal singolo, l’incertezza scientifica, la complessità del caso, il lavoro in équipe multidisciplinare, l’urgenza. Gli stessi criteri valgono in sede civile, dove resta la regola per cui, nei problemi tecnici di speciale difficoltà, si risponde solo per dolo o colpa grave.

Tradotto: il turno di notte con un infermiere per trenta pazienti potrà entrare nel fascicolo. Non come scusa, ma come elemento di valutazione.

Le altre novità per la professione

La parte di delega contiene indicazioni ampie, che diventeranno concrete solo con i decreti attuativi. Alcune riguardano da vicino gli infermieri:

  • un sistema nazionale di certificazione delle competenze, affidato ad Agenas;
  • un linguaggio infermieristico standardizzato da integrare nel Fascicolo sanitario elettronico;
  • una strategia nazionale sull’uso dell’intelligenza artificiale in sanità e nuovi criteri per la formazione manageriale e l’ECM;
  • misure per trattenere il personale, tempi minimi di permanenza nelle aree disagiate e interventi sulla sicurezza degli operatori;
  • per i professionisti con titolo estero autorizzati in deroga, elenchi speciali presso gli Ordini e verifica della lingua, con la deroga prorogata al 31 dicembre 2029;
  • correttivi sul funzionamento di Ordini e Federazioni, compresa la durata dei mandati.

Il passaggio più discusso non riguarda la corsia. L’articolo 8 consente la reiscrizione all’albo di professionisti radiati per fatti non dolosi commessi durante l’emergenza Covid, tra gennaio 2020 e marzo 2022. Secondo diversi commentatori, la formulazione è abbastanza ampia da includere chi promuoveva terapie prive di base scientifica. Opposizioni e parte della maggioranza ne avevano chiesto lo stralcio. La norma è rimasta.

Il nodo delle risorse

L’articolo 10 stabilisce che dai decreti non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Su questo punto si concentrano le critiche, anche da chi apprezza l’impianto.

Nursing Up, con il presidente Antonio De Palma, ha definito le norme sulla colpa un passo significativo. Il sindacato chiede però organici adeguati, carichi sostenibili e percorsi di carriera clinica effettivi, ricordando che senza investimenti i miglioramenti restano sulla carta. Più dura USB, che già a febbraio parlava di riforma a costo zero: secondo il sindacato, riconoscere la carenza di risorse come attenuante equivale ad ammetterla senza rimuoverne le cause.

Sul fronte politico, Saverio Proia, che ha partecipato alle audizioni in Commissione, ha scritto su Quotidiano Sanità che la maggioranza ha respinto tutte le modifiche della minoranza e che una riforma di questo peso andrebbe approvata con un consenso molto più largo. Dalla parte opposta, associazioni come AMSI hanno accolto con favore il rafforzamento dello scudo penale.

Una norma che tiene conto delle carenze organizzative, finanziata a saldo zero, rischia di diventare una fotografia permanente di quelle carenze.

Le scadenze del 31 dicembre

C’è un calendario che il coordinatore farebbe bene a segnare. Il decreto Milleproroghe dello scorso inverno ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 due misure temporanee:

  • la limitazione della responsabilità penale alla sola colpa grave nelle situazioni di grave carenza di personale;
  • la deroga alle incompatibilità che consente a infermieri e altri professionisti sanitari dipendenti di svolgere attività aggiuntive fuori dall’azienda.

La riforma, anche se approvata dalla Camera nelle prossime settimane, dovrà poi passare al Senato. Difficilmente sarà legge prima di fine anno. Se il nuovo Milleproroghe non interverrà, a gennaio lo scudo per carenza di personale cadrebbe proprio mentre quello nuovo è ancora in Parlamento.

Cosa significa in reparto

Per chi organizza i turni, la novità più concreta è indiretta. Se le carenze organizzative entrano nella valutazione della colpa, la documentazione di quelle carenze diventa uno strumento di tutela: segnalazioni formali di sotto-organico, richieste di personale, incident reporting, verbali sui carichi di lavoro. Ciò che oggi resta nelle mail interne potrebbe domani essere determinante.

Allo stesso modo, procedure aziendali aggiornate e coerenti con le evidenze acquistano un peso giuridico maggiore, perché equiparate alle linee guida. Chi le scrive e chi le applica dovrebbe saperlo. La riforma riconosce, per legge, che si lavora spesso in condizioni non ideali. Resta da capire chi si occuperà di cambiarle.

Antonio Leuci

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Legge sulle liste d'attesa in sanità: tra opportunità e sfide 1
NT News

Liste d’attesa in sanità, dove compare chi non riesce a prenotare?

La relazione della Corte dei conti riporta l’attenzione sull’accesso ai servizi. Prima...

Asp Siracusa recluta dirigenti da altre province: l'Opi non ci sta
InfermieriNT NewsProfilo professionale

La sanità cerca infermieri, ma quanto investe per non perderli?

Dal contesto lombardo una riflessione sulla governance sanitaria: reclutare è necessario, ma...

Nursing Up: "Infermieri e medici gettonisti sono costati più di quanto serve per il rinnovo del prossimo Ccnl"
FNopiInfermieriNT NewsProfilo professionale

Infermieri, la valorizzazione non può restare fuori dalla busta paga

I dati ripresi dalla Fnopi riaprono una questione di governo del Ssn:...