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Esercizio in deroga per infermieri stranieri, Zega (Opi Roma): “Non si scherza con la salute pubblica”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa di Maurizio Zega, presidente Opi Roma.

L’Ordine degli infermieri non è un’organizzazione politica né sindacale, ma un ente sussidiario dello Stato. Non gli compete prendere posizione nelle polemiche politiche e non è schierato con alcuna parte politica. Ciò detto, siamo impressionati da quanto si apprende su segnalazione di una deputata di opposizione al Governo in carica.

Secondo il giornale Times of India, si sarebbe riusciti a ottenere un attestato comprovante la qualifica di infermiere per un asino: non figuratamente, ma proprio un asino. Sembrerebbe, e in un certo senso lo è, un’amena storiella da social, ed è evidente che il tutto è dovuto a una qualche falla dei sistemi di sicurezza informatica.

Ora, l’esercizio in deroga riconfermato fino al 31 dicembre 2029 va, quanto meno a titolo cautelare, sospeso in attesa di tutte le indispensabili verifiche di sicurezza. La deroga, ricordiamolo, colpisce l’Ordine proprio nella sua competenza essenziale, quella di controllo delle adeguate certificazioni e conoscenze di chi esercita la professione.

Ci è ben nota la carenza di infermieri nel nostro Paese. Ma in nessun caso riteniamo possibile e accettabile che per colmare questi vuoti si mettano i pazienti alla mercè di personale non adeguatamente formato, sia in ambito tecnico scientifico che in quello delle competenze linguistiche, pure esse indispensabili.

Un po’ come dimostrato dalla triste vicenda del San Raffaele di Milano a dicembre dello scorso anno, quando parte del personale “di appalto” manifestava gravi difficoltà con la lingua italiana, con effetti disastrosi sulla comprensione delle consegne e la gestione corretta delle terapie.

Gli infermieri devono comprendere una prescrizione, riconoscere un’emergenza, formulare una loro propria diagnosi, comunicare con il paziente, assumersi una responsabilità professionale specifica, da cui può dipendere la vita dei pazienti. Leggerezze e approssimazioni non sono consentite. Con la salute pubblica non si scherza.

Redazione Nurse Times

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