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REBOA, il catetere endovascolare per trattare le emorragie toraco-addominali

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Il dispositivo denominato resuscitative endovascular balloon occlusion of the aorta (REBOA) è recentemente diventato una delle tematiche principali tra gli addetti di medicina d’urgenza.

La tecnica che utilizza tale dispositivo è stata descritta per la prima volta oltre 50 anni fa, in un testo che ha descritto gli sforzi effettuati dai paramedici che hanno tentato di rianimare i soldati durante la guerra in Corea.

Non sarà però mai menzionata nella letteratura medica fino al 1986. L’idea sulla quale si basa REBOA sarebbe stata parzialmente accantonata negli anni ‘90 a causa della nascita di tecnologie endovascolari sub-ottimali, scarsa comprensione delle funzionalità ed alcuni insuccessi nell’utilizzo diretto sui pazienti.

Negli ultimi anni però, ulteriori ricerche avrebbero definito le esatte indicazioni di utilizzo, la sua efficacia e le implicazioni psicologiche sia in caso di uso umano che sugli animali.

In pronto soccorso, può capitare spesso di incontrare pazienti in shock emorragico in seguito ad incidenti traumatici che abbiamo coinvolto aree non comprimibili come il torace, l’addome o la regione pelvica. Generalmente, una toracotomia d’urgenza per una compressione aortica viene effettuata per ottenere più tempo in attesa che venga trattato definitivamente in sala operatoria.

REBOA fornisce una nuova soluzione al problema conservando la perfusione tissutale cardiaca e cerebrale con una tecnica meno invasiva.

Le raccomandazioni per l’utilizzo includono:

  • Shock emorragico refrattario
  • Trauma penetrante addominale
  • Frattura pelvica con emorragia
  • Rottura di aneurisma dell’aorta addominale
  • Trauma toracico senza evidente interessamento cardiaco

REBOA potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale garantendo un maggior tempo di sopravvivenza del paziente, in attesa di trasferimento in un Trauma Center di I livello.

La procedura prevede il posizionamento di un catetere attraverso l’arteria femorale comune, facendo passare una guaina vascolare ed un catetere con palloncino distale fino al punto desiderato dell’aorta. Successivamente il palloncino verrà gonfiato per occludere temporaneamente il sanguinamento.

Simone Gussoni

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