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Prelievi e terapie a domicilio con materiali dell’ospedale: 10 infermieri del Policlinico di Bari indagati per peculato

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Dieci infermieri in servizio al Centro emofilia e trombosi del Policlinico di Bari risultano indagati per peculato. Stando a quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, avrebbero effettuato prelievi e somministrato terapie a domicilio per alcuni pazienti, ricevendo compensi in nero o altri vantaggi personali. Inoltre avrebbero fatto uso illecito di materiali dell’ospedale non distribuibili al personale infermieristico. I fatti risalgono al biennio 2016-2017 e il Policlinico figura come parte lesa.

Le indagini della Guardia di Finanza hanno documentato decine di episodi attraverso intercettazioni. Dagli accertamenti è emerso che per ogni prestazione gli infermieri del Policlinico si sarebbero fatti consegnare dai pazienti somme tra i 10 e i 15 euro come “regalo”, oppure “un caffè” e, in alcuni casi, anche bottiglie di vino e altri doni. Ma se il peculato, relativo al “furto” del materiale ospedaliero indebitamente sottratto in reparto, è formalmente contestato, l’aspetto relativo ai guadagni illeciti non è contenuto in specifiche imputazioni, anche perché si tratterebbe di reati ormai prescritti.

La sanità barese non è nuova a episodi simili. Nel settembre scorso, infatti, sette tra infermieri e operatori sanitari dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” patteggiarono pene comprese tra un anno e quattro mesi e due anni per essersi appropriati di farmaci e dispositivi medici della struttura. In quel caso furono rinviate a giudizio tre persone, tra le quali l’ex primario di Oncologia medica, Vito Lorusso, già detenuto per altre vicende. Un infermiere è stato invece assolto con rito abbreviato, mentre un altro è stato condannato a un anno con pena sospesa.

Redazione Nurse Times

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