Si apre anche un fronte contabile sulla vicenda sul caso del plasma sprecato all’Officina Trasfusionale dell’ospedale di Torrette (Ancona). La Procura della Corte dei conti delle Marche ha infatti aperto un’istruttoria, ipotizzando un danno erariale derivante dalla distruzione di centinaia di sacche. Nel mese di marzo sono state 323 quelle buttate, in seguito ai prelievi, per l’impossibilità di trattarle entro i tempi di conservazione. Ma il numero totale è ancora oggetto di accertamenti. Su eventuali aspetti penali, inoltre, indagano i carabinieri del Nas e la Procura di Ancona. Intanto proseguono gli approfondimenti da parte della commissione ispettiva nominata dalla Regione.
La difesa dell’Aoum
Intanto l’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche (Aoum) ha diffuso un nuovo commentosulla vicenda, respingendo le accuse e parlando di “strumentalizzazioni e rappresentazione distorte”. Di seguito la nota integrale.
Il Collegio di Direzione, composto dai direttori di dipartimento dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, esprime pieno e convinto sostegno al buon nome dell’Azienda stessa, in relazione all’episodio recentemente emerso riguardante l’Officina Trasfusionale, afferente al Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale (Dirmt), operante presso l’Azienda Ospedaliera stessa.
Quanto accaduto, per sua natura organizzativa e tuttora oggetto di puntuali accertamenti, non può e non deve essere oggetto di strumentalizzazioni o rappresentazioni distorte. Si tratta di un episodio circoscritto, che va ricondotto con rigore tecnico e responsabilità istituzionale al suo corretto perimetro, evitando generalizzazioni che non trovano alcun fondamento nei dati complessivi di attività e nei risultati conseguiti.
Nel contempo, il Collegio di Direzione ritiene opportuno evidenziare come il percorso intrapreso dall’attuale Direzione aziendale, sul piano organizzativo e gestionale, sia stato fin qui caratterizzato da un approccio orientato alla qualità, alla responsabilità e al miglioramento continuo, elementi che trovano riscontro nei risultati complessivi dell’Azienda e nel lavoro quotidiano delle strutture.
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche rappresenta da anni una realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale per qualità delle cure, esiti clinici, capacità di integrazione tra assistenza, ricerca e didattica. Tali risultati, riconosciuti e documentati, sono il frutto del lavoro quotidiano di professionisti altamente qualificati e di un sistema organizzativo solido e orientato al miglioramento continuo.
È pertanto doveroso ribadire che un singolo evento, per quanto meritevole di approfondimento e, ove necessario, non può in alcun modo mettere in discussione il valore complessivo dell’Istituzione né ledere il prestigio costruito negli anni. Tutti i professionisti dell’Azienda, inclusi quelli operanti nell’ambito trasfusionale, devono poter continuare a svolgere il proprio lavoro con senso di responsabilità e con il legittimo orgoglio per i risultati raggiunti in ambito assistenziale, scientifico e formativo.
Il Collegio di Direzione rinnova il proprio impegno a garantire elevati standard di qualità, sicurezza e appropriatezza, nella consapevolezza che la credibilità di un sistema sanitario si fonda sulla trasparenza, sulla capacità di affrontare le criticità e sulla forza dei risultati che quotidianamente vengono conseguiti.
Fp Cgil Ancona all’attacco
“Quanto accaduto era più che prevedibile”. Lo afferma la Fp Cgil Ancona sul caso delle sacche di plasma buttate all’ospedale di Torrette, definendolo la conseguenza di “scelte politico-organizzative sbagliate e reiterate nel tempo”, e ricostruendo una cronologia di “segnali ignorati”.
Nel gennaio 2024 il sindacato aveva già denunciato una gestione “fuori controllo”, con ricorso sistematico agli straordinari imposti ai tecnici di laboratorio tramite ordini di servizio. Il problema di fondo, secondo la Fp Cgil Ancona, è strutturale: il Dipartimento interaziendale regionale di Medicina trasfusionale (Dirmt), centralizzato a Torrette dal 2018, “ha organici inadeguati rispetto al minimo necessario di 14 dipendenti a tempo indeterminato”.
“A peggiorare la situazione – attacca la Fp Cgil Ancona -, la Regione avrebbe sottratto al Dirmt le risorse per le prestazioni aggiuntive, distribuendole tra tutte le aziende sanitarie e vincolandone l’utilizzo alle singole direzioni generali. L’Azienda ospedaliera, inoltre, non ha previsto nel piano del fabbisogno di personale 2026-2028 assunzioni stabili per i tecnici di laboratorio, puntando sul lavoro precario”.
Il risultato, sostiene il sindacato, è un’Officina Trasfusionale incapace di reggere assenze ordinarie come le maternità. La Fp Cgil chiede ora all’azienda e alla Regione “assunzioni e stabilizzazioni e una maggiore autonomia operativa dell’Officina Trasfusionale”. E aggiunge che, “se non arriveranno risposte concrete”, si valuteranno “iniziative sindacali a tutela dei lavoratori”.
Redazione Nurse Times
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