In un primo momento si era parlato di interruzione dei servizi, che invece, stando a quanto comunica l’Azienda, sono tutti attivi. L’unico positivo è un paziente.
E’ diventata un caso mediatico la vicenda dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dopo che alcune testate avevano diffuso la voce di un focolaio Covid tra i sanitari vaccinati. In un primo momento si era parlato di sospensione dei nuovi ricoveri, sbarramento dell’ingresso ai visitatori, sgombero dei degenti dimissionabili e sanificazione dei locali.
Il tutto per via delle presunte positività al tampone molecolare riscontrate nelle aree di degenza dei reparti di Medicina (nuclei D-E: B-C), Geriatria e Nefrologia. Inutile dire che tale voce è stata prontamente cavalcata dai militanti no vax per avvalorare la propria teoria di un vaccino nient’affatto sicuro.
A gettare acqua sul fuoco della polemica è pero intervenuta l’Asl Roma 2, comunicando che “i servizi della ospedale Sant’Eugenio sono tutti attivi” e che “è in corso un’indagine epidemiologica per ricostruire l’albero dei contatti di un paziente risultato positivo al test”. Inoltre “si è proceduto alla consueta sanificazione dei locali”, e “al momento non vi è alcun disagio per l’utenza e i servizi di assistenza si svolgono regolarmente”.
Questo è quanto riferisce l’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio, stando a un lancio Ansa. Il caso di positività riguarderebbe dunque un paziente, e non il personale sanitario dell’ospedale. Va da sè che nella voce riguardante il focolaio tra gli operatori vaccinati ci sarebbe di vero solo il ricorso alla sanificazione dei locali, di prassi quando qualcuno risulta positivo all’interno di una struttura sanitaria.
Redazione Nurse Times
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