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Opi Toscana agli Stati generali della salute

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Vigevano, il corso di laurea in Scienze infermieristiche va salvato: agevolazioni e borse di studio in vista
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Di seguito una nota diffusa dall’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto.

Luca Fialdini, presidente di Opi Massa Carrara, ha partecipato in rappresentanza degli Opi della Toscana alla seduta della III Commissione della Regione Toscana sugli Stati generali della salute. Sono stati condivisi con i consiglieri tegionali e il presidente Enrico Sostegni i punti programmatici del Patto per l’infermieristica nella politica sociosanitaria toscana 2020-2025.

Il governatore Eugenio Giani ha annunciato la sospensione di 4.500 operatori in Toscana per inosservanza dell’obbligo vaccinale (in Italia mancano più di 60mila infermieri). Essenziale sopperire alla grave carenza infermieristica, scorrendo la graduatoria Estar, per garantire esiti di sicurezza, qualità delle cure e il tutoraggio propedeutico, così come descrivono gli studi nazionali e internazionali (ad esempio un infermiere ogni sei pazienti nelle aree mediche e chirurgiche).

Occorre garantire prossimità, implementando su tutto il territorio regionale il modello dell’infermieristica di famiglia e comunità (oggi presente in Toscana a macchia di leopardo e con poche risorse), permettendo agli infermieri di prescrivere ausili, riprogrammando cure domiciliari e case della comunità. Fondamentale rivedere il sistema emergenza-urgenza regionale, diffondendo su tutto il territorio l’ambulanza infermieristica e il modello del see and treat.

E’ necessario risconoscere il ruolo di esperti e specialisti agli infermieri, valorizzandoli professionalmente ed economicamente. Per questo, per la parte economica è stato rivolto un appello a tutte le organizzazioni sindacali. Occorrono ricercatori e professori di med-45 nelle università per fare ricerca e per allineare i piani didattici. Fare squadra è il giusto presupposto per fare buona sanità e garantire salute. Gli infermieri vogliono lavorare insieme a tutti gli altri operatori e con tutti vogliamo rendere il Servizio sanitario regionale un modello per l’intero Paese. Per attuare il Pnnr serve coraggio, e gli infermieri ci sono stati, ci sono e ci saranno in futuro per i cittadini.

Redazione Nurse Times

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