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Messina, morì d’infarto per un disservizio del 118: condannata dottoressa

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Messina, morì d'infarto per un disservizio del 118: condannata dottoressa
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Il decesso del signor Carmelo Giannetto risale a sette anni fa. Ermelinda Domenica Cicala dovrà scontare un anno e mezzo per rifiuti di atti d’ufficio e omicidio colposo.

Il Tribunale di Messina ha condannato Ermelinda Domenica Cicala, 65 anni, medico in servizio al Punto territoriale d’emergenza di Santa Teresa di Riva la notte in cui sette anni fa morì d’infarto il 52enne Carmelo Giannetto. La dottoressa del 118 dovrà scontare un anno e mezzo per rifiuti di atti d’ufficio e omicidio colposo. Condannato a pagare un risarcimento, che sarà stabilito in sede civile, anche l’Asp Messina.

I fatti risalgono al 23 agosto 2014. Giannetto aveva accusato un malore e invano i parenti chiamarono il 118: le linee non funzionavano a dovere. A quel punto uno di loro si recò personalmente al Pte, sollecitando l’intervento domiciliare della dottoressa almeno due volte. Quest’ultima arrivò a casa dell’uomo quasi mezz’ora dopo, e decise di ricoverarlo a Taormina, dove avvenne il decesso.

Per la Procura, sulla scorta delle perizie mediche, il decesso fu dunque causato dal mancato intervento del 118 e dal ritardo del medico. Il giudice di primo grado ha cioè ritenuto che, se le linee d’emergenza avessero funzionato e se la dottoressa Cicala fosse intervenuta per tempo, Giannetto si sarebbe salvato. Inoltre, sempre per la Procura, le modalità di trasporto in ambulanza non furono corrette, e comunque al paziente andavano somministrati farmaci bloccanti dell’infarto.

Inizialmente gli indagati erano sei persone, tra medici e personale Telecom. La loro posizione è stata archiviata e il processo si è concluso soltanto per il medico.

Redazione Nurse Times

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