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Memoria: gli effetti benefici della stimolazione transcranica con corrente alternata

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Memoria: gli effetti benefici della stimolazione transcranica con corrente alternata
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Uno studio Usa rivela che il trattamento effettuato sulla corteccia prefrontale dorsolaterale migliora la memoria a lungo termine, mentre quello effettuato sulla parte inferiore del lobo parietale migliora la memoria a breve termine.

La stimolazione con lievi impulsi elettrici ha l’effetto di migliorare la memoria a breve e a lungo termine. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su Nature Neuroscience da un team della Boston University of Massachusetts, guidato da Robert Reinhart.

Lo studio, realizzato su 150 soggetti con oltre 65 anni, ha valutato l’effetto sulla memoria della stimolazione transcranica con corrente alternata (tACS). Gli scienziati hanno chiesto ai partecipanti di provare per quattro giorni consecutivi a ricordare 20 parole lette ad alta voce. I soggetti erano intanto sottoposti a stimolazione elettrica, ma in alcuni casi si trattava di una stimolazione simulata.

È emerso che la stimolazione della corteccia prefrontale dorsolaterale ha la capacità di migliorare la memoria a lungo termine, mentre quella della parte inferiore del lobo parietale migliora la memoria a breve termine. Risultati confortanti, ma bisognerà appurare se possono persistere nel tempo e se il trattamento possa rivelarsi utile anche per chi soffre di demenza.

“Le neuroscienze hanno già identificato i circuiti cerebrali e i network responsabili delle capacità di memoria – hanno spiegato i ricercatori -. E diversi studi hanno suggerito che l’attività ritmica di questi circuiti cognitivi può essere importante per il coordinamento del processamento delle informazioni. Ora c’è bisogno di tecnologie non invasive, capaci di isolare e aumentare l’attività ritmica di questi circuiti neuronali, un po’ come avviene nei modelli di invecchiamento sano. L’obiettivo è cercare di proteggere le funzioni mnemoniche negli anziani o perfino di aumentarle in maniera rapida e fattibile”.

Redazione Nurse Times

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