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Manovra, il Fondo sanitario sale di 3,4 miliardi. Il pronto soccorso ha il suo vincolo. Gli infermieri? Ancora una riga bianca

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Il Consiglio dei ministri ha approvato la Legge di Bilancio 2027: circa 26 miliardi complessivi, 3,4 in più per il Fondo sanitario e un buono da 300 euro per gli over 75. Le cifre superano le attese della vigilia, ma nel pacchetto annunciato non compaiono misure esplicite per il personale infermieristico. Ora il testo passa al Parlamento.

Fino a 24 ore prima si parlava di 1 miliardo. Alla fine, nella conferenza stampa che ha seguito il Consiglio dei ministri del 28 ottobre, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato un aumento del Fondo sanitario nazionale di 3,4 miliardi, che porta la dotazione a 146,3 miliardi nel 2027.

A questo si aggiunge un voucher sociale da 300 euro per gli over 75 con pensione fino a 28.000 euro l’anno. Secondo il Governo, riguarda circa 5,5 milioni di persone, per una spesa di 1,6 miliardi. Somma fatta, Meloni ha parlato di 5 miliardi destinati alla salute. La manovra complessiva vale circa 26 miliardi. Il testo del disegno di legge, però, non era ancora disponibile nelle ore successive al Consiglio: le cifre sono quelle annunciate e andranno verificate articolo per articolo.

Cosa c’è dentro i 3,4 miliardi

Secondo il comunicato diffuso dopo la riunione, riportato da Agenparl, l’aumento del Fondo copre più capitoli: l’innalzamento dei tetti del payback, l’aggiornamento delle tariffe ospedaliere per acuti, fondi per Alzheimer e demenze, il rafforzamento dell’indennità di pronto soccorso. Una parte dell’incremento è vincolata alle retribuzioni dei medici di pronto soccorso. L’importo non è stato comunicato.

C’è poi la questione di cosa sia davvero nuovo. I 3,4 miliardi comprendono anche risorse già programmate dalla precedente Legge di Bilancio, che per il 2027 prevedeva già un aumento. La quota aggiuntiva si leggerà solo nel testo.

Il voucher per gli anziani, invece, non entra nel Fondo. È un contributo alle spese che il Servizio sanitario non copre, come farmaci e visite specialistiche. Utile alle famiglie, non porta un’ora di assistenza in più nei reparti.

Il personale, la voce che manca

Nei materiali diffusi dal Governo non compaiono misure specifiche su assunzioni, organici o indennità degli infermieri. L’unico riferimento esplicito al personale riguarda il pronto soccorso, e nelle ricostruzioni pubblicate finora la misura è legata ai medici.

Restano le norme della manovra precedente. Si tratterebbe di 450 milioni annui a regime per assunzioni nelle aziende del Servizio sanitario, di risorse per l’aumento delle indennità di medici, infermieri e altre categorie, e della possibilità per le Regioni di incrementare fino al 2029 il trattamento accessorio del personale di pronto soccorso, in deroga ad alcuni limiti di spesa.

Nel pacchetto fiscale c’è la detassazione al 5% degli aumenti legati ai rinnovi contrattuali. Nel comunicato, come riportato da Agenparl, la misura riguarda il settore privato. Se il testo lo confermerà, gli infermieri delle strutture pubbliche ne resteranno fuori. Quelli della sanità privata, che aspettano il rinnovo del contratto da otto anni, avrebbero uno sconto fiscale su aumenti che ancora non esistono.

Le cifre degli altri

Le Regioni avevano chiesto 6,8 miliardi in più per il 2027 e 18 nel triennio, insieme al superamento dei tetti di spesa per il personale. Nursing Up aveva quantificato in 1,3 miliardi le risorse necessarie per gli stipendi degli infermieri. La Fp Cgil chiede un piano straordinario di assunzioni.

Sul piano politico, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha risposto al Partito democratico, che propone di portare gradualmente la spesa sanitaria al 7% del Pil. Per arrivarci, ha detto, servono “tra i 20 e i 25 miliardi in più”, e chi lo propone dovrebbe indicare le coperture. Si è detto favorevole a un piano pluriennale.

La responsabile Salute del Pd, Marina Sereni, ha replicato che il ministro aveva chiesto almeno 5 miliardi aggiuntivi e che la Manovra ne contiene meno della metà. Le due letture dipendono da cosa si mette nel conto: il voucher, le risorse già programmate, il payback.

Intanto qualche Regione si muove da sola. Il Friuli Venezia Giulia, nelle linee di gestione 2027 del servizio sanitario regionale, ha annunciato il superamento del tetto di spesa per il personale: le aziende avranno come riferimento il budget complessivo, con monitoraggio mensile della Regione.

Perché il numero degli infermieri conta

Una metanalisi pubblicata a ottobre sull’International Journal of Nursing Studies, su 13 studi con oltre 3,8 milioni di pazienti e 1.593 ospedali, stima che ogni paziente in più assegnato a un infermiere si associ a un aumento di circa il 5,7% delle probabilità (odds) di morte a 30 giorni.

Gli autori giudicano molto bassa la certezza delle prove, perché gli studi sono osservazionali: il dato va letto come un parametro di riferimento, non come un effetto causale dimostrato. La direzione, però, è coerente in tutte le analisi. Per chi organizza i turni la traduzione è nota. Una notte con un infermiere in meno non si compensa con un buono da spendere in farmacia.

Cosa succede adesso

Il disegno di legge passa all’esame del Parlamento, che dovrà approvarlo entro fine anno. È lì che sindacati e Regioni proveranno a spostare risorse sul personale, con gli emendamenti. Il nodo resta lo stesso delle ultime manovre: quanta parte del nuovo Fondo potrà diventare assunzioni stabili, e con quali tetti di spesa. Senza questa risposta, il record del Fondo rischia di restare un record contabile. Il Fondo cresce. Il conto degli infermieri resta da scrivere, questa volta in Parlamento.

Antonio Leuci

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