Home NT News L’ipotensione ortostatica aumenta il rischio di demenza?
NT News

L’ipotensione ortostatica aumenta il rischio di demenza?

Condividi
Condividi

Secondo uno studio pubblicato su Plos One 2016, chi soffre di ipotensione ortostatica avrebbe il 15% di rischio in più di sviluppare una forma di demenza.

L’ipotensione ortostatica è un fenomeno diffuso nella clinica e tra la popolazione in generale. È già nota come fattore che aggrava il rischio di malattie cardiovascolari e ictus, ma non era stata ancora studiata in relazione alla demenza”.

Sono queste le parole dei ricercatori Frank J. Wolters e M. Arfan Ikram, dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam, che hanno partecipato ad uno studio i cui risultati hanno messo in seria correlazione il rischio di demenza con le persone interessate da ipotensione ortostatica.

La ricerca ha visto la valutazione di 6.204 uomini e donne (con età media 68,5 al basale), tra il 1989 e il 1993, che non avevano una storia di ictus o demenza. Sono stati poi individuati quei soggetti che soffrivano di ipotensione ortostatica (presentavano un calo di oltre 20 mm Hg della pressione sanguigna sistolica o 10 mm Hg di quella diastolica in tre minuti, alzandosi in piedi da una posizione di riposo).

Ebbene… a distanza di 15 anni, ben il 19% dei partecipanti ha sviluppato una forma di demenza: l’8,1% di tipo vascolare e il 79,5% da malattia di Alzheimer. Infine, dopo aver valutato e “aggiustato” diversi fattori come età, fumo, consumo di alcolici, farmaci e il genotipo APOE, gli esperti sono arrivati alla conclusione che l’ipotensione ortostatica era quindi associata a un aumento del rischio di sviluppare una demenza (hazard ratio aggiustato 1.15).

Gli studiosi hanno anche osservato come una maggiore variabilità della pressione sistolica con cambio di postura, fosse correlato a un aumentato rischio di demenza, indipendentemente dal fatto che i pazienti avessero una diagnosi formale di ipotensione ortostatica; e anche che il rischio di demenza era maggiore per quei soggetti con ipotensione ortostatica il cui organismo non compensava il calo pressorio con un aumento della frequenza cardiaca.

Così concludono Wolters e Ikram: “Abbiamo scoperto che l’ipotensione ortostatica aumenta il rischio di demenza del 15%. È importante sottolineare che questo è stato simile per cali di pressione sintomatici e asintomatici, suggerendo che la valutazione formale è necessaria per diagnosticare ipotensione ortostatica nella clinica e determinare se i pazienti richiedono modifiche nei farmaci”.

Alessio Biondino

Fonti: Popular Science, PLoS Med 2016

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
L'allarme della Fondazione Gimbe: "Nella legge di bilancio nessuna misura per la sanità"
NT News

Legge di Bilancio 2026: cosa cambia per la sanità, fondi e prevenzione

Finanziamenti, prevenzione, personale e digitalizzazione: analisi delle misure chiave introdotte dalla Manovra...

Roma, trapianto senza precedenti al Bambino Gesù
LazioNT NewsRegionali

Cuore nuovo a Natale: doppio trapianto pediatrico al Bambino Gesù

Due bambini (6 e 8 anni) trapiantati il 18 e il 20...

Virus di Epstein-Barr, promette bene un vaccino sperimentale
CittadinoFarmacologiaInfermiere e rischio InfettivoNT NewsSpecializzazioni

Scoperti nuovi antivirali che bloccano l’herpesvirus

Cryo-EM e pinzette ottiche rivelano come gli inibitori dell’elicasi-primasi (HPI) bloccano la...

Fials Milano: "Crisi della professione infermieristica correlata a crescente rischio suicidi"
Emilia RomagnaNT NewsRegionali

Perché gli infermieri scappano: costi, casa e turni infernali. L’analisi di Fornaciari (AUSL Reggio)

L’Ausl Reggio lancia l’allarme: caro-vita, carenza di alloggi e turni massacranti spingono...