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La professione infermieristica e quel pericoloso gioco al ribasso

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Un infermiere con Trenta pazienti: il racconto di Daniela Pasqua
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In tutti i paesi civili regolati da un sistema che riconosce i meriti e il valore sociale di speciali professioni, vige la consuetudine che siano i professionisti stessi a stabilire il valore economico del loro operato nei confronti di chi richieda prestazioni specifiche.

Siamo assolutamente convinti dell’inestimabilità di quanto mettono in atto quotidianamente gli infermieri italiani, che non con spirito di sevizio, ma forti di valori umani a garanzia di beni assoluti quali la salute e la vita, solidali con il paziente nelle sue richieste e necessità di assistenza, hanno scelto un lavoro caratterizzato da turni che limitano fortemente la vita privata e familiare.

Arrivati ad un punto nel quale le responsabilità hanno raggiunto una molteplicità e complessità tali da gravare in modo notevole sull’agire di ciascuno di noi e viste le specializzazioni che oggi caratterizzano ampiamente la professione, non possiamo che guardare con grande perplessità a ciò che a livello economico si intende concretizzare, quasi a voler arginare competenze, serietà, dedizione, liquidandole con compensi economici vicino al ridicolo.

Psicologicamente potremmo venire ancora una volta frustrati da un atteggiamento apparentemente incomprensibile per noi, perché quando si arriva a voler negare l’evidenza al di là di ogni ragionevole dubbio, si corre il rischio di cadere nella sfiducia e nella rassegnazione.

Questi stati d’animo non devono prendere il sopravvento su quanto va a costituire, in positivo, la pluralità di elementi che saldano, tenendo unito, ciò che quotidianamente siamo in grado di concretizzare.

Chi si riesce a mantenere psicologicamente succube è facilmente gestibile, ammaestrabile e segregabile all’interno di quel vizio dell’anima che è il senso di colpa.

Per molti di noi è diventato chiaro il fatto che stiamo per giungere ad una svolta necessaria e indispensabile alla nostra professione, che ha il sapore di un nuovo apprezzamento, consapevolezza e gestione delle nostre capacità e di quello che valiamo a livello sociale con il nostro operato.

Dovremo arrivare a saper gestire anche il nostro valore economico senza compromessi né svendite al ribasso, perché quello che facciamo noi non può farlo nessun altro, semplicemente.

Apprezziamo maggiormente noi stessi e diamo il giusto valore anche economico a quello che sappiamo mettere in atto.

Dario Porcaro

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