Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Daniele Leone, Infermiere. Coordinatore Provinciale Sanità Accreditata FP CGIL Chieti
Durante le festività pasquali, mentre gran parte delle attività si interrompe e le famiglie si riuniscono, il sistema socio-sanitario e riabilitativo continua a operare in silenzio, senza interruzioni, garantendo assistenza H24 grazie all’impegno costante di migliaia di professionisti della salute nella nostra regione Abruzzo: sono oltre 6.000.
La loro è una presenza discreta, spesso invisibile, ma essenziale: infermieri, OSS, fisioterapisti, logopedisti, medici, psicologi, educatori e operatori che, anche nei giorni più significativi come Pasqua e Natale, si prendono cura dei malati. Lo fanno non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano ed etico. Sono presenze che garantiscono la propria attività nei turni H24, assicurando continuità assistenziale al fianco dei malati, delle persone fragili, sole e disabili.
La loro azione quotidiana dà concreta attuazione ai principi e ai valori sanciti dall’articolo 32 della Costituzione e dalla Legge n. 833/1978, rendendo la tutela della salute non solo un diritto, ma una responsabilità condivisa.
Il sistema socio-sanitario si confronta oggi con una crescente complessità assistenziale, determinata dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche e dalla diffusione della pluripatologia. Le strutture accolgono pazienti sempre più complessi, che richiedono interventi multidisciplinari, maggiore intensità assistenziale, utilizzo di farmaci, presidi e competenze professionali sempre più elevate. Tuttavia, a fronte di tale evoluzione, persistono criticità strutturali significative: gli standard assistenziali, rappresentati anche dalle schede sinottiche, risultano ancora fermi al periodo 2008–2010 e i contratti collettivi del comparto, con particolare riferimento alle realtà ARIS RSA e AIOP RSA, sono fermi al 2012.
Le retribuzioni degli operatori, spesso comprese tra 1.200 e 1.400 euro mensili, risultano oggi fortemente erose dall’aumento del costo della vita e dai costi di mobilità, determinando un progressivo impoverimento del lavoro. Una condizione che incide non solo sulla dignità professionale, ma anche sulla sostenibilità del sistema, già oggi messo alla prova dalla crescente difficoltà nel reperire personale qualificato.
Le strutture socio-sanitarie accreditate rappresentano un presidio fondamentale nella rete dei servizi sanitari, garantendo la continuità assistenziale e contribuendo alla gestione della cronicità e della non autosufficienza. Tuttavia, tale funzione rischia di essere compromessa da un sistema tariffario non aggiornato, fermo da molti anni, e da una carenza di investimenti adeguati.
Alla luce di questo quadro, appare necessario che la maggioranza e le forze di opposizione della Regione Abruzzo promuovano un confronto istituzionale con l’Assessore alla Salute Nicoletta Verì e il Presidente Marco Marsilio, coinvolgendo le organizzazioni sindacali confederali e le associazioni di categoria ARIS RSA e AIOP RSA, al fine di analizzare le criticità del rinnovo contrattuale, dell’adeguamento delle rette e dell’aggiornamento degli standard assistenziali, legando in modo unitario e non separabile il tema delle rette a quello del rinnovo contrattuale.
Nel tempo della Pasqua, che richiama ai valori della responsabilità, della dignità e della rinascita, questa riflessione assume un significato ancora più profondo. Perché la cura non è solo un atto professionale: è un gesto di umanità, di amore e di umiltà che si rinnova ogni giorno, anche quando tutto il resto si ferma. E una comunità che non riconosce chi si prende cura dei più fragili rischia, nel tempo, di smarrire non solo l’equilibrio del proprio sistema sanitario, ma il senso stesso della propria coscienza civile.
Redazione NurseTimes
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