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Infermieri: le proposte di De Prisco (FdI) per rilanciare la professione

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Dipartimento Politiche Giovanili di Fratelli d’Italia.

“La Legge 251 è una vittoria mutilata. Ora servono scelte politiche nette”. Giuseppe De Prisco, responsabile del Dipartimento Politiche Giovanili di Fratelli d’Italia, interviene con decisione nel dibattito sulla sanità pubblica italiana, rilanciando la necessità di una riforma strutturale della professione infermieristica, a partire dalla modifica della Legge 251/2000, ritenuta ormai inadeguata a rispondere alle esigenze del sistema sanitario moderno.

Secondo De Prisco, uno dei nodi centrali della norma riguarda la formulazione che prevede che le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere universitarie possano dotarsi di un servizio infermieristico. “Quel ‘possono’ – sottolinea – ha trasformato una riforma che doveva essere storica in una vittoria mutilata. Il servizio infermieristico non può essere facoltativo: le aziende sanitarie devono esserne dotate in modo strutturato, autonomo e stabile”.

Nuovo assetto contrattuale e autonomia professionale

Tra i punti qualificanti della proposta avanzata da De Prisco vi è l’uscita degli infermieri dal comparto sanità, considerata una scelta necessaria per riconoscere pienamente il ruolo clinico, organizzativo e gestionale della professione. In questa prospettiva, viene proposta l’introduzione di contratti unici distinti per infermieri, dirigenti e docenti, in grado di valorizzare percorsi, competenze e responsabilità differenti.

Formazione, esclusività e riconoscimento economico

Altro tema centrale è quello della formazione specialistica post-base, che De Prisco propone come obbligatoria, strutturata e nazionale, accompagnata da un riconoscimento economico certo. Sul fronte organizzativo, viene ribadita la necessità di superare il vincolo di esclusività, che dovrebbe essere previsto solo su richiesta del dipendente e accompagnato da un’indennità economica specifica per chi sceglie il lavoro esclusivo nel servizio pubblico.

Retribuzioni e futuro del Ssn

In tema di retribuzioni De Prisco individua come obiettivo uno stipendio tabellare base di 2.500 euro, ritenuto coerente con le responsabilità cliniche, il carico di lavoro, il rischio professionale e gli standard europei. “Valorizzare economicamente gli infermieri – afferma – è indispensabile per garantire la tenuta del Servizio sanitario nazionale”.

I ringraziamenti

Nel concludere il suo intervento De Prisco rivolge un ringraziamento all’onorevole Marta Schifone, responsabile nazionale per le professioni, per l’attenzione istituzionale e il supporto dimostrato sul tema. Ringrazia inoltre il dottor Carlo Sorrentino, il dottor Giovanni Lerro e la dottoressa Michelina Baldi per il contributo di idee, il confronto e il sostegno offerti nel percorso di elaborazione delle proposte. “La riforma dell’infermieristica – conclude – non è una battaglia di categoria, ma una scelta strategica per il futuro della sanità pubblica e per il diritto alla salute dei cittadini”.

Redazione Nurse Times

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