Home NT News Infermieri in Italia, Mantoan (Agenas): “Sono 5,8 per 1.000 abitanti”
NT News

Infermieri in Italia, Mantoan (Agenas): “Sono 5,8 per 1.000 abitanti”

Condividi
Coronavirus, Mantoan (Aifa) ottimista: "Vaccino può arrivare a inizio 2021"
Condividi

Il direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha fatto il punto in Senato sulle carenze del terrirtorio.

“In Italia abbiamo quattro medici per mille abitanti, in linea con Svezia, Danimarca e Germania. Ma abbiamo solo 5,8 infermieri per mille abitanti, a differenza di Francia, Olanda e Belgio, dove il numero è doppio, ovvero oltre dieci. Mentre addirittura la Germania arriva ad avere tredici infermieri ogni mille abitanti”. A fare il punto sulle carenze del territorio, è stato Domenico Mantoan (foto), direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), durante l’audizione in commissione Igiene e sanità del Senato, in merito al “Potenziamento e riqualificazione della medicina territoriale nell’epoca post-Covid”.

Nel nostro Paese ci sono oltre 23 milioni di persone con malattie croniche, ha ricordato Mantoan, “di cui 12 milioni che hanno più di due patologie croniche”. A fronte di questo, a seguito di anni di tagli, “abbiamo 3,2 posti letto per mille abitanti; la Germania ne ha 8, la Francia 6; la media europea è di 4,7″.

Il tasso di ospedalizzazioni in Italia è molto basso e la conseguenza è che l’organizzazione del territorio deve esser molto ben strutturata, o almeno dovrebbe. Ma di fatto, i pediatri di libera scelta sono circa 7.500 e “ognuno ha una media di 989 bambini e ragazzi”, mentre “i medici di medicina generale sono 43mila e la media di assistiti è 1.200, ma sono presenti in modo capillare su tutto il territorio”.

Per quanto riguarda le strutture residenziali per non autosufficienti, invece, ha spiegato Mantovan, “passiamo da 26 posti letto per cento abitanti over 75 in Lombardia” a “numeri molto bassi” in molte regioni del Centro-Sud. Mentre “il numero degli assistiti con servizi domiciliari integrati va da 13 per cento abitanti over 75 in Veneto al 4-3 percento nelle regioni del Centro-Sud”. La cosa che manca, ha concluso, oltre a una “adeguata programmazione del fabbisogno di infermieri e operatori sanitari”, è un “modello nuovo di organizzazione delle cure primarie che permetta ai medici di famiglia di prendere in carico una popolazione molto cambiata rispetto a anni fa”.

Redazione Nurse Times

Fonte: Il Sole 24 Ore

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Doppia laurea, "Impediscono a mia figlia di frequentare Infermieristica e Scienze dell'educazione"
NT NewsStudentiTesi di Laurea - NeXT

Il dott. Amine Moussyere presenta la tesi sul Task Shifting e Task Sharing in ambito infermieristico e ostetrico

Il progetto editoriale denominato NeXT 2.0 permette ai neolaureati in medicina, infermieristica e a tutti...

NT News

Infermieristica torna a crescere. Ma non è ancora primavera

Le candidature aumentano del 16,3% e tornano leggermente sopra i posti disponibili....

FIALS Salerno: vittoria sul pagamento festivi infrasettimanali con 5 anni di arretrato e rimborso medio di oltre 4mila euro 1
NT News

Buoni pasto in sanità, FIALS alle Regioni: «Ritirate gli emendamenti»

Il sindacato chiede un tavolo con Governo e Regioni per tutelare il...