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Infermiere aggredito a Taormina. Fsi-Usae a Razza “Percorso separato per i Codici bianchi riduce le attese nei Pronto soccorso”

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Taormina. Aggredito a infermiere. Fsi-Usae a Razza: “Percorso separato per i Codici bianchi riduce le attese nei pronto soccorso”
Da sinistra: Calogero Coniglio Fsi-Usae e Ruggero Razza Assessore reg. Salute Sicilia
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Nuova aggressione ai danni di un infermiere in servizio presso il pronto soccorso di Taormina. Il comunicato della Fsi – Usae

PALERMO 21 AGOSTO – “È allarme, è necessario evitare di recarsi al pronto soccorso per mal di denti, mal di gola, sciatalgie e dolori all’orecchio. I codici bianchi nei pronto soccorso degli ospedali siciliani devono avere una loro zona dedicata, adiacente al pronto soccorso o all’entrata, in modo da separare gli utenti in due sale d’attesa distinte. Un ambulatorio dedicato per i codici bianchi che diluisca l’affollamento nelle sale d’attesa dei triage dei pronto soccorso e riduca le attese, diminuendo l’esasperazione e l’irritabilità degli utenti. Il percorso separato eviterebbe di intasare le attese dei casi più urgenti che necessitano di assistenza specialistica. Snellirebbe le file d’attesa al pronto soccorso e diminuirebbero le lunghe ore in sala d’aspetto, dove nascono i focolai premonitori delle aggressioni al personale sanitario. I numeri degli accessi al Pronto soccorso sono eccessivi, i pronto soccorso scoppiano” – spiega Calogero Coniglio, Segretario Regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei.

“All’arrivo i pazienti dovrebbero comunque fare riferimento al triage, essere accolti e accompagnati negli ambulatori adiacenti all’entrata o a fianco dei pronto soccorso, dove medici, infermieri e personale di supporto interverranno con cure e assistenza di primo soccorso per poi decidere se dimetterli, indirizzarli al medico di famiglia o se sottoporli a una ulteriore consulenza al pronto soccorso. Il passaggio attraverso il triage rimane fondamentale — spiega Coniglio — garantisce comunque una presa in carico del pronto soccorso, e dirotta all’ambulatorio dei codici bianchi solo gli utenti che per le loro condizioni non sono in stato di urgenza. Assieme ai percorsi con accessi velocizzati dedicati alle donne in gravidanza codice rosa, la sperimentazione dei codici bianchi separati in altre realtà ospedaliere d’Italia ha alleggerito il lavoro del pronto soccorso, abbreviato l’attesa di quegli utenti, quali gli anziani più fragili, i bambini, le donne in gravidanza, che meritano anche in pronto soccorso un’attenzione particolare”.

Salvatore Ballacchino, Maurizio Cirignotta, Salvatore Bracchitta, Pier Paolo di Marco, Renzo Spada e Calogero Coniglio componenti della Segreteria Regionale della Fsi-Usae esprimono piena e incondizionata solidarietà al personale sanitario, vittima di continue violente aggressioni fisiche e verbali che si consumano quotidianamente negli ospedali siciliani.

 

Redazione NurseTimes

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