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Indagine Istat: infermieri soddisfatti del proprio lavoro, ma non dei guadagni

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Indagine Istat: infermieri soddisfatti del proprio lavoro, ma non dei guadagni
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Tutti i numeri di una professione interessante, ma poco appagante sul piano economico.

Voti da 0 a 10 per la propria professione: gli infermieri esprimono un livello di soddisfazione medio di 7,7 punti su 10, di 0,3 punti superiore alla media delle altre professioni. Gli infermieri, però, sono i meno soddisfatti per quanto riguarda il livello retributivo (il dato è rilevato prima dell’ultimo rinnovo contrattuale): il punteggio è di 6,4 punti rispetto a una media delle altre professioni di 6,7 punti. È questa insoddisfazione che abbassa il livello di soddisfazione generale.

Il dato emerge da una nuova sezione inserita nel questionario della Rilevazione delle forze lavoro (Rclf) dell’Istat sulla soddisfazione verso il lavoro. Sull’interesse per il lavoro gli infermieri danno un punteggio medio di 8,5 punti rispetto ai 7,7 delle altre professioni. Ma i dati sulla soddisfazione nei confronti del lavoro, secondo gli analisti che hanno esaminato i risultati dell’indagine, vanno letti in modo bilanciato. Svolgere un lavoro che si ritiene interessante è evidentemente elemento di motivazione, ma lavoro interessante è anche sinonimo di lavoro complesso, specializzato: un lavoro troppo semplice non è interessante, ma monotono.

È chiaro che un lavoro interessante influenza in positivo l’atteggiamento complessivo nei confronti del lavoro, ma crea anche aspettative verso quella che si giudica una retribuzione adeguata. Nel complesso, gli occupati sono più soddisfatti del contenuto del lavoro che non del guadagno che ne deriva, ma tra gli infermieri il divario è particolarmente accentuato.

Per quanto riguarda la soddisfazione per le possibilità di carriera, nel complesso i punteggi non sono elevati in tutte le professioni (la media totale è 6). Gli infermieri sono meno soddisfatti della carriera rispetto ai medici (6,3 contro 6,7 nei servizi ospedalieri, ma 6,4 rispetto a 6,2 in altri comparti di sanità e assistenza). Lo sono di più, tuttavia, rispetto alla media delle professioni (tutte tra 5,9 e 6). C’è però un elemento da sottolineare: in tutte le professioni gli uomini valutano più positivamente delle donne le possibilità di carriera, mentre tra gli infermieri c’è una sostanziale parità.

Per quanto riguarda i dipendenti con un lavoro stabile, il voto balza verso l’alto. Del posto fisso sono soddisfatti più gli infermieri (voto 8,3) di tutte le altre professioni, e comunque i professionisti sanitari (infermieri e medici) sono più soddisfatti delle altre categorie: i punteggi sono tutti superiori a 8, contro una media di 7,4 di tutte le professioni.

Dalla conferenza stampa conclusiva del Congresso nazionale Fnopi

 

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