La richiesta di green pass non comporta la violazione della riservatezza dei dati sanitari. Lo ha stabilito la Terza sezione del Consiglio di Stato con l’ordinanza n. 5130 depositata ieri, respingendo l’appello sollevato da quattro cittadini italiani nei confronti dell’ordinanza cautelare del Tar Lazio che a sua volta gli aveva dato torto. Gli appellanti avevano impugnato il Dpcm del 17 giugno 2021 chiedendone la sospensione e lamentando la lesione della riservatezza sanitaria, il rischio di discriminazioni, nonché il pregiudizio economico per i frequenti tamponi. I Cds ha confermato la pronuncia di primo grado.
Fonte: ilsole24ore
Ultimi articoli pubblicati
- Via libera alle tre lauree magistrali infermieristiche: svolta storica
- Il piccolo Domenico è morto
- Prescrizione infermieristica, stop dei medici: scontro sul decreto MUR
- Giornata nazionale Covid: Nursing Up denuncia 175.000 infermieri mancanti e rischio per la sanità
- Corso Ecm (16 crediti) Fad gratuito per infermieri: “L’impatto dei prodotti fitosanitari sull’ambiente e sulla salute umana – Seconda edizione”
Lascia un commento