Due giorni di confronto nazionale per fare il punto su alcune delle trasformazioni che stanno ridefinendo il ruolo dell’infermiere nel Servizio sanitario nazionale. Questo lo scopo del convegno “Gli Ordini delle professioni infermieristiche nella governance della salute”, tenutosi al MicHub di Pescara e promosso da Opi Pescara e Opi Chieti.
La prima giornata ha messo al centro le nuove lauree magistrali cliniche in Infermieristica, affrontando i temi dell’inquadramento dei laureati magistrali a indirizzo clinico nel Servizio sanitario nazionale, dell’integrazione tra competenze infermieristiche di diverso livello e del ruolo dell’ordinistica nelle scelte di politica professionale.
La seconda giornata ha spostato l’attenzione sulla riconoscibilità dell’attività infermieristica all’interno del sistema sanitario: dal rapporto tra Lea e Lep ai percorsi per il riconoscimento delle attività assistenziali nel nomenclatore, fino alla definizione, misurazione e valorizzazione delle prestazioni. Un approfondimento specifico è stato dedicato alla documentazione, alla tracciabilità e all’impiego di linguaggi standardizzati.
Al convegno hanno preso parte i professori Rosaria Alvaro, Maura Lusignani, Fabio Masci, Melania D’Angelosante e Rosario Caruso, oltre a Irene Rosini (Opi Pescara), Giancarlo Cicolini (Opi Chieti), Franco Vallicella (Opi Verona), Ivan Bufalo (Opi Torino) e Maurizio Zega (Opi Roma). Presente anche l’assessore alla salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, che ha sottolineto l’importanza del dialogo tra istituzioni e professioni nella costruzione dei nuovi modelli assistenziali.
“Una delle questioni che dobbiamo affrontare è la capacità di rendere visibile, riconoscibile e misurabile l’attività assistenziale infermieristica – ha dichiarato Irene Rosini, presidente di Opi Pescara -. Gli infermieri erogano quotidianamente prestazioni che hanno un valore concreto per la salute dei cittadini, ma questo contributo non sempre trova un’adeguata rappresentazione nei sistemi di classificazione, documentazione e valorizzazione dell’assistenza. Lavorare sulla definizione delle prestazioni, sulla loro tracciabilità e sul loro riconoscimento significa dare evidenza al valore professionale dell’infermiere, ma soprattutto consentire al sistema sanitario di conoscere e misurare realmente l’assistenza che viene garantita ai cittadini”.
“L’università ha una responsabilità fondamentale nell’accompagnare l’evoluzione della professione infermieristica e nel preparare professionisti capaci di rispondere alla crescente complessità dei bisogni di salute – ha sottolineato Giancarlo Cicolini, presidente di Opi Chieti -. Le nuove lauree magistrali a indirizzo clinico rappresentano un passaggio importante, perché rafforzano il rapporto tra formazione avanzata, competenze cliniche e sviluppo della professione. La sfida sarà costruire un raccordo sempre più solido tra università e Servizio sanitario nazionale, affinché l’evoluzione dei percorsi formativi possa tradursi in competenze effettivamente riconosciute e utilizzate nei servizi”.
Redazione Nurse Times
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