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Giornata internazionale delle ostetriche, Nursind: “Ci si ricorda di loro solo nelle ricorrenze”

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“Le celebrazioni si susseguono di anno in anno. Quasi che oggi fosse l’unica data del calendario in cui esiste e ci si ricorda delle ostetriche. Per il resto, questa figura rimane relegata in un cono d’ombra. Senza avanzamenti sul fronte della valorizzazione e dell’autonomia professionale e senza riconoscimenti economici. Con il pesante risvolto, ancora troppo sottovalutato, di una sempre minore attrattività dell’ostetricia tra i giovani, che va a peggiorare una carenza già grave”. È la considerazione che fa il sindacato Nursind, in occasione della Giornata internazionale delle ostetriche.

E ancora: “Non dimentichiamo, infatti, che in Italia si registra uno dei tassi più bassi di ostetriche rispetto al resto dell’Europa in relazione alla popolazione (29 contro 43 ogni 100mila abitanti) e che se l’emorragia continua ne mancheranno il 30% entro il 2030”. Il tempo corre, ma tutte le proposte che riguardano questa figura sanitaria sono al palo. Le iniziative normative per l’istituzione dell’ostetrica di famiglia e comunità prendono polvere in commissione Affari sociali alla Camera. Non va meglio al Senato, dove pure ci sarebbe un ddl sul tema dell’accessibilità all’interruzione di gravidanza e, quindi, anche sull’assistenza ostetrica”.

Prosegue il Nursind: “Che dire, poi, della legge delega sulla riorganizzazione del Ssn, che difficilmente vedrà la luce in questo scorcio di legislatura? Per la medicina territoriale, come annunciato dal ministro Schillaci, si va verso un decreto-legge. Peccato che per le ostetriche non ci sia alcuna fretta di agire e imprimere una svolta, come se non rivestissero un ruolo importante per alleggerire gli ospedali e far decollare davvero l’assistenza di prossimità”.

A fare un rapido resoconto è Fausta Pileri, ostetrica e infermiera, oltre che membro della direzione nazionale Nursind: “Parliamo di una professione centrale nella vita della donna, dallo sviluppo alla menopausa. Non solo, ma anche di un’operatrice sanitaria che, da sola, si prende in carico durante la gravidanza tre soggetti insieme, madre, padre e nascituro e che gioca un ruolo decisivo nei percorsi oncologici, nei setting emergenziali e pandemici e nell’attività di prevenzione. Delle due l’una, quindi: o a Governo e Parlamento sfuggono queste connessioni o non sono in grado di dare al nostro Ssn una svolta organica, in tutte le sue componenti. Un fatto grave in entrambi i casi”.

Tira le somme il segretario nazionale Nursind, Andrea Bottega: “In realtà, un’occasione in questa legislatura ci sarebbe ancora, anche se la sabbia nella clessidra si sta esaurendo. Si tratta del ddl professioni sanitarie. Le ostetriche, come del resto gli infermieri, hanno riposto non poche speranze in tale riforma. Se andranno deluse, non ci perderanno solo i professionisti, ma l’intero sistema sanitario, costretto ancora a indossare i panni del secolo scorso, sempre più stretti e inadeguati ai bisogni di salute di oggi”.

Redazione Nurse Times

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