Interessante scoperta di un team di ricerca dell’Istituto Nazionale di Genetica e dell’Università di Niigata.
“La variante Delta del coronavirus in Giappone si è diffusa ad alta velocità e ha soppiantato altre varianti. Ma poiché si sono accumulate mutazioni, riteniamo che sia diventato difettoso e incapace di creare le proprie copie. Dato che il numero di nuovi casi non cresce, crediamo che a un certo punto, attraverso queste mutazioni, il virus si sia diretto sulla via dell’autodistruzione naturale”. Così, in un’intervista al The Japan Times, il professor Itsuro Inoue, capo di un team di ricerca dell’Istituto Nazionale di Genetica e dell’Università di Niigata.
Secondo gli scienziati, una parte significativa dei cambiamenti nel ceppo Delta si è verificata nella regione A394V della proteina non strutturale nsp14, che è responsabile della capacità di SARS-CoV-2 di “correggere” errori e carenze esistenti. “Se il virus fosse ‘vivo e vegeto’, ci sarebbe sicuramente un aumento del numero di nuovi casi, dal momento che indossare maschere e farsi vaccinare non può sempre prevenire l’infezione anche dopo la vaccinazione completa”, ha affermato l’esperto.
Un altro scienziato giapponese, Takeshi Urano, professore della Facoltà di Medicina dell’Università di Shimane, in risposta a una richiesta del giornale di commentare la scoperta del team di Inoue, ha affermato: “La proteina nsp14 ha effettivamente una funzione estremamente importante nel proteggere il nucleo del virus dalla distruzione. Gli studi hanno dimostrato che un virus con una proteina nsp14 danneggiata perde significativamente la sua capacità di riprodursi. Questo potrebbe essere uno dei fattori alla base del forte calo del numero di nuove infezioni. Un reagente che può domare questa proteina potrebbe essere una potenziale cura”.
Secondo il professor Inoue, una simile forte diminuzione del numero di nuove infezioni può verificarsi in altri Paesi, ma finora in nessuna parte del mondo è stato registrato un numero così elevato di mutazioni nella regione A394V della proteina nsp14 come in Giappone. Allo stesso tempo, lo specialista ha avvertito che l’autodistruzione della variante Delta nel suo Paese potrebbe portare alla comparsa di altri tipi di SARS-CoV-2: “Altri ceppi si sono infiltrati a poco a poco, ma il ceppo Delta li ha trattenuti. E quando non c’è nulla per proteggere il confine, c’è un’opportunità per nuovi ceppi di proliferare, poiché la vaccinazione, da sola, non è una soluzione al problema”.
Redazione Nurse Times
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