Home Regionali Friuli Venezia Giulia Gemona del Friuli, no vax rallentano l’attività dell’hub vaccinale. Polemiche per lo sfogo social di Clarizia (Opi Pordenone)
Friuli Venezia GiuliaNT NewsRegionali

Gemona del Friuli, no vax rallentano l’attività dell’hub vaccinale. Polemiche per lo sfogo social di Clarizia (Opi Pordenone)

Condividi
Opi Pordenone: "Infermieri non vaccinati contro il Covid continuano a lavorare anche se sospesi". È polemica con altri Ordini
Condividi

“Ora basta, identifichiamoli e non curiamoli quando avranno bisogno dell’ospedale”, ha scritto su Facebook il presidente dell’Ordine. Per poi correggere il tiro: ” Curerò sempre chiunque, ma l’episodio mi era sembrato così grave che ho avuto una reazione immediata”.

E’ di qualche giorno fa la notizia di un increscioso episodio avvenuto al polo vaccinale di Gemona del Friuli (Udine), dove un centinaio di no vax si erano messi in fila, rifiutando poi la dose con l’obiettivo di rallentare l’attività di immunizzazione. “Ora basta, identifichiamoli e non curiamoli quando avranno bisogno dell’ospedale”, ha commentato Luciano Clarizia (foto), presidente di Opi Pordenone, in un duro post su Facebook. Un commento che ha suscitato non poche reazioni polemiche.

“È chiaro che quelle parole – ha spiegato lo stesso Clarizia – volevano essere soltanto una provocazione, un modo per sottolineare quanto sbagliato e irrispettoso fosse quel comportamento in questo drammatico momento. È stato uno sfogo. Quando ho visto quella notizia ho pensato che molte persone che volevano fare il vaccino, e che hanno magari la necessità immediata, subivano un ritardo e un disagio. Ho pensato ai miei colleghi infermieri che in quel momento stavano vaccinando, fuori dal loro orario di lavoro e magari in un giorno di riposo, come ormai avviene normalmente, vista la carenza di personale”.

E ancora: “Figuriamoci se non conosco i nostri doveri e il nostro Codice deontologico: tutti vanno sempre curati senza alcuna distinzione. Curerò sempre chiunque, ma l’episodio mi era sembrato così grave e assurdo che ho avuto una reazione immediata. Spero che la provocazione faccia discutere su queste situazioni gravissime, sulle quali le autorità ipotizzano il reato di interruzione di pubblico servizio. Da oltre un anno infermieri e medici continuano a operare nei poli vaccinali oltre il loro orario di servizio e nelle giornate di riposo per poter garantire le vaccinazioni. Ed è sempre più difficile vista la carenza di personale. Gli operatori che curano i no vax sono spesso frustrati, perché in alcuni casi i pazienti non accettano le cure e continuano a negare gli effetti della malattia”.

Redazione Nurse Times

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Sicilia, le falle del Pnrr: ambulatori nuovi, ma mancano medici e infermieri
InfermieriNT NewsProfilo professionale

Il Pnrr costruisce la sanità. Per farla funzionare servirà un altro piano

Le Regioni avvertono: il finanziamento del Ssn rallenterà, mentre case e ospedali...

Tumore al polmone: nuovi test per valutazione simultanea di alterazioni genetiche
CittadinoNT NewsOncologia

Tumore al polmone, un vaccino peptidico raddoppia la sopravvivenza

Un vaccino peptidico di nuova generazione dimostra un’efficacia senza precedenti nei pazienti...

LombardiaNT NewsRegionali

Sanità Lombardia, Bertolaso: “Chiudiamo reparti per carenza di infermieri, non di medici”

“Chiudiamo reparti ospedalieri non per carenza di medici, ma per mancanza di...