Home NT News Equo compenso, il Parlamento preme sul Governo
NT News

Equo compenso, il Parlamento preme sul Governo

Condividi
Bozza automatica 343
Condividi

Mozioni da tutti i partiti: sollecitati interventi a favore delle partite Iva.

L’equo compenso per il professionista diventa una priorità per il Governo. L’impegno è stato assunto ieri dal sottosegretario di Stato per la Giustizia, Vittorio Ferraresi, durante il dibattimento a Montecitorio. Il sottosegretario si è dichiarato favorevole ad adottare interventi normativi per garantire l’effettiva applicazione del principio dell’equo compenso per le prestazioni svolte da professionisti a favore delle pubbliche amministrazioni, grandi imprese, banche e assicurazioni e ad avviare una mirata interlocuzione con tutte le professioni ordinistiche per poter elaborare una proposta normativa coerente e unitaria sul tema.

Ad invitare l’esecutivo ad affrontare le molte questioni aperte sul mondo delle professioni, in primis quella di un adeguata remunerazione delle prestazioni, è stata la Camera, dove ieri sono state approvate, con voto bipartisan, alcune parti di cinque diverse mozioni a tutela dei professionisti, presentate dal Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Gruppo misto e Pd e co-firmate praticamente da tutte le forze politiche. Le mozioni spaziavano su diverse questioni, alcune di interesse generale, altre invece relative a specifiche categorie professionali, come avvocati, veterinari, personale socio-sanitario.

L’obiettivo delle mozioni era da una parte quello di ridurre le differenze che oggi esistono tra lavoratori dipendenti, tutelati da una serie di norme, e lavoratori autonomi spesso senza tutele, dall’altra di risolvere problematiche contingenti relative a tutte le partite Iva o ad alcuni specifici settori. Si è quindi parlato di equo compenso e welfare, ma anche dell’aumento di borse di studio per gli specializzandi in medicina e della riformulazione della legge che consente alle farmacie di avere anche un socio unico di capitale, norma che ha aperto la strada a colossi stranieri a scapito dei professionisti nostrani.

Il Governo è invitato a prevedere che ogni nuova misura di welfare prevista per i dipendenti sia estesa anche ai titolari di partita Iva, a prendere iniziative per sostenere i liberi professionisti in difficoltà, a offrire loro servizi dedicati alla consulenza e all’orientamento su fisco e welfare, a tutelarli nei contratti commerciali e nei ritardati dei pagamenti. Ma non è tutto. L’esecutivo è anche invitato ad assumere ogni iniziativa di tipo normativo finalizzata a favorire la formazione trai professionisti, a semplificare il regime tributario e fiscale (incluso il sistema degli Isa, gli indici sintetici di affidabilità) e a valutare la possibilità di una progressiva eliminazione dell’obbligo di trasmissione delle liquidazioni trimestrali dell’Iva.

Redazione Nurse Times

Fonte: Il Sole 24 Ore

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
NT News

Approvato il Piano pandemico 2025-2029, Schillaci: “L’obiettivo è garantire tutela cittadini”

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al nuovo Piano pandemico...

NT News

Fascicolo sanitario elettronico, AISI: “Sanità pronta, ma gateway regionali a singhiozzo”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell’Associazione imprese sanitarie indipendenti (AISI). Con...

NT NewsPugliaRegionali

Sanità pugliese, il deficit resta alto: bilanci chiusi e scattano le decisioni

Regione Puglia verso il ministero con i consuntivi 2025: il disavanzo complessivo...

NT NewsPugliaRegionali

Giornata Internazionale dell’Infermiere: a Brindisi “L’infermiere specialista” al centro del confronto

Un momento di formazione, ma anche di identità professionale. In occasione della...