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Donna morta per presunto errore al triage: Opi Cosenza difende gli infermieri

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Cosenza, donna morta per presunto errore al triage: Opi Cosenza difende gli infermieri
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa con cui l’Ordine replica alle dichiarazioni di Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale Codacons.

L’Ordine delle professioni infermieristiche di Cosenza manifesta tutta la sua vicinanza e il suo cordoglio per il decesso della paziente ricoverata dopo l’accesso al Pronto soccorso. Ma non può accettare accuse verso i suoi professionisti, che per legge e intese Stato-Regioni sono incaricati del triage.

La magistratura accerterà in fretta, ce lo auguriamo, le responsabilità del caso e l’accaduto, ma non è accettabile che sia messa in discussione la professionalità degli infermieri, tra l’altro basata su una rigida e seria preparazione, che non lascia davvero al caso scelte delicate come quelle da eseguire al Pronto soccorso. Il nostro Ordine, come tutti gli Ordini degli infermieri, è disponibile a dare la sua massima collaborazione perché si faccia chiarezza sulla vicenda e vengano accertate le responsabilità.

Conosciamo tutti le condizioni di difficoltà per molti servizi sanitari regionali, anche nel rispettare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. E siamo coscienti che la nostra Regione è tra quelle più colpite da questo fenomeno e dalla carenza grave di organici, infermieri in testa. Ma i nostri professionisti, ogni giorno, garantiscono comunque qualità e sicurezza al sistema, per tutelare la salute dei cittadini e rispondere ai loro bisogni. E ci stupisce che ancora oggi si possano lanciare allarmi quantomeno infondati, ledendo gravemente la fiducia e l’immagine che gli assistiti hanno della nostra professione.

Gli infermieri sono incaricati del triage a livello internazionale e svolgono questo compito ogni giorno con assoluta competenza e secondo regole e protocolli che non lasciano davvero al caso e all’improvvisazione personale scelte tanto delicate. I cittadini possono essere tranquilli che il nostro primo obiettivo è la loro salute e che la professionalità degli infermieri è assolutamente in grado di tutelarla e assicurarla.
Non si deve creare un’immagine falsa e distorta della realtà in cui le persone si rivolgono con fiducia agli infermieri.

D’altra parte, la responsabilità dei nostri professionisti è anche riconosciuta a livello giurisprudenziale dalle numerose sentenze della Cassazione, che pongono l’infermiere su un piano di assoluta collaborazione rispetto alle professioni sanitarie tutte. Resteremo vigili e seguiremo gli sviluppi del caso, affinché la verità prevalga e sia fatta chiarezza al più presto.

Redazione Nurse Times

 

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