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Sospetta difterite a Palermo, la madre accusa i medici: «Caso sottovalutato»

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Il caso della bambina morta a Palermo è al centro di accertamenti sanitari e giudiziari mentre si attende la conferma definitiva della diagnosi.
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Dopo la morte della bambina di 4 anni la madre contesta le prime cure. Procura e ISS al lavoro per chiarire diagnosi e responsabilità

Una nuova e delicata pagina si apre sul caso della bambina di 4 anni morta a Palermo per una sospetta difterite. Il 21 agosto 2026 la madre della piccola è intervenuta pubblicamente sui social contestando alcune ricostruzioni circolate nelle ultime ore e puntando il dito contro i sanitari che avevano visitato la figlia durante i primi accessi in ospedale.

La donna sostiene che le condizioni della bambina sarebbero state sottovalutate dai medici e ricorda i diversi accessi al pronto soccorso. Intanto la Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, mentre si attendono gli accertamenti microbiologici dell’Istituto Superiore di Sanità. Per questo, allo stato attuale, è corretto continuare a parlare di sospetta difterite e non di causa definitivamente accertata del decesso.

La madre: «I medici hanno sottovalutato mia figlia»

Lo sfogo della madre, Manuela Maggio, è arrivato attraverso Facebook. La donna ha contestato sia alcune ricostruzioni giornalistiche sia l’operato dei sanitari, affermando che la bambina sarebbe stata portata più volte al pronto soccorso.

Nel passaggio più duro ha parlato di «medici incompetenti che hanno sottovalutato mia figlia», sostenendo inoltre che la famiglia non avrebbe confuso autonomamente la difterite con una tonsillite e ricordando che la causa della morte deve ancora essere definitivamente confermata.

Si tratta, è importante precisarlo, della versione della madre. L’eventuale presenza di errori o responsabilità sanitarie non è stata accertata e sarà compito degli organi competenti ricostruire quanto avvenuto.

Il primo accesso al pronto soccorso il 13 agosto

Secondo le ricostruzioni disponibili, il primo accesso della bambina all’ospedale Cervello di Palermo risale alla sera del 13 agosto 2026.

La piccola presentava febbre, vomito e difficoltà nell’alimentazione. Dopo gli accertamenti venne dimessa intorno alla mezzanotte con una diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e l’indicazione di ritornare immediatamente in pronto soccorso qualora le condizioni fossero peggiorate.

Due giorni dopo i genitori tornarono al pronto soccorso pediatrico. La febbre non rispondeva al trattamento e il quadro comprendeva rifiuto dell’alimentazione, debolezza e ridotta reattività.

Le condizioni si aggravarono fino all’insufficienza respiratoria: la bambina venne intubata e trasferita nella Terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini “Giovanni Di Cristina”. Successivamente il quadro clinico sarebbe evoluto verso uno scompenso multiorgano.

Difterite, la diagnosi definitiva è ancora attesa

Uno degli aspetti più importanti per una corretta informazione sanitaria riguarda la diagnosi.

Il direttore sanitario dell’ospedale Civico di Palermo, Domenico Cipolla, ha spiegato che gli accertamenti eseguiti hanno fatto emergere la difterite come principale ipotesi diagnostica, ma che si attendono i risultati dell’Istituto Superiore di Sanità.

La Procura ha inoltre disposto l’autopsia.

Di conseguenza, fino alla conclusione degli esami microbiologici e medico-legali, attribuire con certezza assoluta il decesso alla difterite sarebbe prematuro.

Anche le eventuali responsabilità relative ai precedenti accessi ospedalieri dovranno essere accertate dall’inchiesta: la contestazione avanzata dalla madre non equivale, sul piano giudiziario o medico-legale, alla dimostrazione di un errore sanitario.

La bambina non risultava vaccinata contro la difterite

Un altro elemento emerso dalle ricostruzioni riguarda lo stato vaccinale della piccola, che non risultava vaccinata contro la difterite.

L’antidifterica rientra tra le dieci vaccinazioni obbligatorie previste per i minori dalla normativa italiana. Il calendario nazionale prevede il ciclo di base attraverso il vaccino esavalente nel primo anno di vita e successivi richiami.

Secondo quanto riferito dai genitori ai sanitari, la scelta sarebbe stata legata al timore di una presunta associazione tra vaccinazioni e autismo dopo un caso presente in famiglia.

Su questo punto le evidenze scientifiche sono nette: l’Istituto Superiore di Sanità ricorda che non esistono evidenze di un’associazione causale tra vaccinazioni infantili e disturbi dello spettro autistico. (Epicentro)

Cos’è la difterite e perché può essere molto grave

La difterite è una malattia infettiva acuta causata da ceppi tossinogenici di Corynebacterium diphtheriae. Il Ministero della Salute la definisce una patologia potenzialmente fatale e soggetta a notifica obbligatoria.

Nelle forme respiratorie più gravi possono formarsi pseudomembrane nelle vie aeree, mentre la tossina prodotta dal batterio può raggiungere attraverso il sangue diversi organi e provocare complicanze sistemiche, compresi danni cardiaci e neurologici.

La vaccinazione ha reso la malattia estremamente rara nei Paesi con elevate coperture immunitarie.

Coperture vaccinali: in Sicilia 85,13% contro il 94,46% nazionale

Il caso di Palermo riaccende inevitabilmente l’attenzione sulle coperture vaccinali.

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili del Ministero della Salute, riferiti al 2024 e alla coorte di nascita 2022, la copertura a 24 mesi per la difterite risultava in Sicilia pari all’85,13%, mentre la media nazionale era del 94,46%.

Si tratta di una differenza significativa sotto il profilo della sanità pubblica. Il dato, tuttavia, deve essere interpretato come indicatore generale della copertura vaccinale regionale e non come spiegazione automatica del singolo episodio di Palermo.

Dopo la notizia della morte della bambina, nei centri vaccinali palermitani è stato segnalato un aumento delle richieste di vaccinazione esavalente, mentre l’Asp ha avviato un’indagine epidemiologica sui contatti della famiglia e sulle possibili catene di trasmissione.

Il cuginetto ricoverato e l’indagine epidemiologica

All’Ospedale dei Bambini risulta ricoverato anche un cuginetto della piccola, anch’egli di 4 anni, che presentava sintomi compatibili ma condizioni cliniche non gravi. Il bambino risultava vaccinato.

Nel frattempo la tragedia riporta al centro dell’attualità sanitaria un messaggio che poggia su dati consolidati: la difterite è diventata rara proprio grazie alla vaccinazione e le evidenze scientifiche disponibili non supportano un legame causale tra vaccini e autismo.

Redazione NurseTimes

Fonti ufficiali consultate

  • Ministero della Salute – Scheda sulla difterite: caratteristiche, trasmissione, complicanze e prevenzione. (Salute Gov)
  • Ministero della Salute – Legge sulle vaccinazioni obbligatorie. (Salute Gov)
  • Ministero della Salute – Calendario nazionale vaccinale. (Salute Gov)
  • Ministero della Salute – Coperture vaccinali pediatriche 2024. (Salute Gov)
  • Istituto Superiore di Sanità – Epicentro – Evidenze scientifiche su vaccini e autismo. (Epicentro)
  • ECDC – Sorveglianza e prevenzione della difterite nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo. (ECDC)

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