I ricercatori dell’Università della California San Francisco hanno messo a punto una procedura denominata Deep Brain Stimulation. Una donna di 36 anni sembra averne tratto benficio.
La tecnologia potrebbe risultare efficace nei casi di depressione grave. Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università della California San Francisco (UCSF). Emblematico il caso di Sarah (foto), una 36enne che proprio a causa di una grave depressione non riesce a svolgere molte attività quotidiane, come studiare e lavorare. Senza dimenticare i pensieri suicidi, nonostante l’utilizzo di psicofarmaci quali SSRI e benzodiazepine, e le sedute di terapia cognitivo-comportamentali e di terapia elettroconvulsivante.
Per questo Sarah ha deciso di sottoporsi a una procedura sperimentale consistente nell’impianto di una specie di “pacemaker cerebrale”. Il dispositivo tecnologico, inserito nel cervello, emana impulsi di sei secondi che stimolano parti delicate come l’amigdala e lo striato ventrale. Ma prima dell’intervento i ricercatori e i medici hanno studiato il suo cervello per deici giorni con l’obiettivo di comprendere al meglio le problematiche specifiche della paziente. Dopo l’intervento, la donna ha dichiarato di sentirsi decisamente meglio.
Non si tratta di una guarigione completa, ma di un punto di partenza per migliorare la tecnologia in futuro, come spiega Andrew Krystal, psichiatra della UCSF: “Lo studio indica la strada per un nuovo paradigma, di cui c’è un disperato bisogno in psichiatria”.
Nel dettaglio, questa tecnologia, denominata Deep Brain Stimulation e utilizzata anche per curare Parkinson ed epilessia, identifica i sintomi della depressione, eliminandoli, ma non impedisce che si ripresentino. Nè è applicabile a tutti i pazienti, sia per i costi elevati sia per i rischi che l’intervento tutti i pazienti, sia per i costi elevati sia per i rischi che comporta l’intervento comporta.
Redazione Nurse Times
- Analizziamo il CCNL Sanità 2025-2027: il sistema degli incarichi per infermieri, Oss e professioni sanitarie fino a 20mila euro
- Analizziamo il CCNL Sanità 2025-2027: indennità riconosciute anche durante le ferie. Cosa cambia per infermieri, oss e professioni sanitarie
- Aorn Santobono-Pausilipon di Napoli: concorso per 20 posti da infermiere pediatrico
- CCNL Sanità 2025-2027, FNO TSRM e PSTRP boccia l’intesa “Crea disparità tra professioni”
- Imposta sostitutiva sui compensi per gli straordinari degli infermieri di strutture private: quale codice utilizzare? L’Agenzia delle Entrate chiarisce
Lascia un commento