Secondo il vicepresidente Omceo Roma, l’attenzione pubblica dovrebbe premiare l’impegno dei tanti medici di famiglia rappresentando una spesa “irrisoria a fronte di macchine organizzative come gli hub, che hanno costi più importanti”.
“I medici di base percepiscono 6,16 euro per ogni dose di vaccino che somministrano e, per ora, ricevono 1 fiala a settimana che contiene 11 dosi nel caso di Astrazeneca o 6 se si tratta di Pfizer. Parliamo di un massimo di 67,76 euro a settimana”. Lo dichiara all’Agenzia DiRE il dottor Stefano De Lillo, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma. “In questa cifra è incluso tutto, dai costi legati al ritirare i vaccini, alle utenze dello studio medico, al lavoro di segreteria per fissare gli appuntamenti e calendarizzare i richiami, ai presidi medici di cui è necessario dotarsi quando si vaccinano i pazienti”. De Lillo si è detto sorpreso sorpreso di aver letto ieri, su un autorevole quotidiano, un titolo sui medici che guadagnano fino a 80 euro l’ora per vaccinare, “quasi come fosse una cifra straordinaria”.
De Lillo, che ha inviato al direttore della testata una lettera aperta, puntualizza che “la somma è lorda e si riferisce al compenso di medici specialisti. Al netto di qualsiasi considerazione ironica che si possa fare sul costo delle prestazioni dei medici specialisti,- aggiunge-, non mi pare sia una cifra assurda su cui costruire un titolo”.
“In futuro, – ha affermato De Lillo, -contrariamente a ciò che è successo negli ultimi anni, bisognerà investire nel capitale umano, ampliando il numero dei posti nelle facoltà di Medicina, aumentando le borse di Specializzazione e i corsi di formazione. Per questo- conclude- dovrebbero essere usati i soldi del Recovery plan”.
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