Home NT News Covid-19. Lettera di Michela, infermiera, al Premier Conte
NT News

Covid-19. Lettera di Michela, infermiera, al Premier Conte

Condividi
Lettera di Michela, infermiera, al Premier Conte
Condividi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Michela Venturi, infermiera italiana impegnata sul fronte insieme a tanti altri operatori sanitari che in questi giorni stanno dimostrando tutta la loro professionalità, tenacia e senso di responsabilità nella lotta contro il virus che sta mettendo in ginocchio i sistemi sanitari di tutto il mondo

Buongiorno Signor Presidente Conte, sono un’infermiera di 39 anni e attualmente lavoro presso il reparto covid positivi dell’Ospedale di Senigallia.

Ho terminato da poco il turno della notte che ho trascorso con i miei pazienti purtroppo infettati da questo maledetto virus.
Sa Signor Presidente Conte, ho letto la bozza del decreto emanata in questi giorni per far fronte a questa maxi emergenza e mi ha colpito molto la parte dei 100 euro di premio agli operatori sanitari, 100 euro esentasse.

Sa Signor Presidente Conte, io ringrazio Lei e il Governo tutto ma vorrei dirle che io NON LI VOGLIO…..NO NO DAVVERO GRAZIE MILLE MA NON LI VOGLIO.

Sa Signor Presidente Conte, i miei turni vanno dalle 7 alle 10 ore.

Sa Signor Presidente Conte, nonostante la popolazione di Senigallia continui a portarci doni culinari per ringraziarci, io, durante i miei turni, NON BEVO E NON MANGIO perchè HO PAURA che con un solo gesto sbagliato e fatto in un piccolo momento di distrazione, io possa infettarmi e di conseguenza infettare altre persone di questa nazione. E allora ogni tanto ho un calo di zuccheri e di pressione ma rimango comunque in piedi a fare il mio lavoro e non mollo.

Sa Signor Presidente Conte, io durante i miei turni NON VADO IN BAGNO perchè HO PAURA che con un solo gesto sbagliato e fatto in un piccolo momento di distrazione causato da stanchezza lavorativa e mancanza di acqua e cibo, io possa infettarmi e di conseguenza infettare altre persone di questa nazione. E allora ogni tanto mi scappa qualche goccia di pipì e mi bagno gli slip ma rimango comunque in piedi a fare il mio lavoro e non mollo.

Sa Signor Presidente Conte, ovviamente, durante i miei turni MANTENGO E USO SCRUPOLOSAMENTE I DPI perchè, nonostante facciano male, HO PAURA che solo spostandomi gli occhiali o la mascherina o togliendomi il primo paio di guanti causa dolore insopportabile al viso e alle mani, io possa infettarmi e di conseguenza infettare altre persone di questa nazione.

E allora ogni tanto mi prendono momenti in sconforto e mi si inumidiscono gli occhi con le lacrime ma rimango comunque in piedi a fare il mio lavoro e non mollo.

Sa Signor Presidente Conte, quando finisco il mio turno e finalmente mi svesto, esco fuori e ho cosi FAME DI ARIA che respiro troppo profondamente, i mie polmoni che per 7/10 ore non erano abituati a tutta quell’aria si riempiono affannosamente…lo so dovrei respirare più lentamente quando sento l’aria fresca ma forse HO PAURA che arrivi troppo presto il momento in cui dovrò rimettere la mascherina e di conseguenza dosare nuovamente ogni mio respiro per non andare in affanno.

Spesso quell’aria fresca, introdotta così voracemente, mi va anche nello stomaco. E allora spesso mi vengono un pochino di conati ma rimango in piedi perchè domani dovrò fare ancora il mio lavoro e non mollo.

Sa signor Presidente Conte, quando arrivo a casa entro dal garage, mi spoglio e appendo i vestiti lontano da tutto e tutti, mi faccio la doccia bene bene, mi metto una mascherina chirurgica che porterò sul viso per tutto il giorno e solo allora saluto i miei cari, poi non mangio a tavola con loro ma sulla penisola per mantenere la distanza di almeno un metro e poi viene la cosa più difficile: quando mia nipote mi si avvicina le devo dire “AMORE NON STARE ATTACCATA AL VISO DI ZIA!” e lei mi chiede “Perchè zia? Hai il coronavirus?” e io le rispondo “Non lo so, sai a me i tamponi non li fanno!”.

Questo perchè HO PAURA che solo con un respiro troppo profondo o con una parola di troppo io possa infettare i miei cari. E allora spesso mi sento sola ma rimango in piedi perchè domani dovrò fare ancora il mio lavoro e non mollo.

Sa Signor Presidente Conte, prima del corona virus potevo definirmi una donnina carina e in ottima salute, sorridente, incazzosa (scusi il francesismo) ma sorridente e megapositiva grazie a sano sport, sano cibo, sane amicizie, con un pelo di acciacchi…sa quando uno si avvicina ai 40…., oggi ho il viso cadente dalla stanchezza, non sorrido più tanto e anzi sorridere mi costa fatica perchè mi fa male la faccia e il cuore, la fronte segnata dagli occhiali protettivi, il naso sormontato da una bozza rossa e dolente solo al più piccolo sfioramento, lo zigomo sinistro edematoso che ha ormai preso il sopravvento sull’occhio sinistro e quando faccio la pipì brucia perchè ho la cistite perchè sono stressata, disidratata e male alimentata.

Sa Signor Presidente Conte, al momento la maggior parte degli operatori sanitari hanno le mie stesse DIFFICOLTÀ, PAURE E SENSAZIONI.
Lo so Signor Presidente Conte che sono stata prolissa ma vorrei farle capire che lei si immagina quanto sia dura la vita degli operatori sanitari più che mai in questo momento ma in realtà, con rispetto parlando LEI NON SA NIENTE, VOI NON SAPETE NIENTE perchè voi non fate il nostro lavoro E QUESTO LO DIMOSTRA IL FATTO CHE CI PROPONETE COME PREMIO 100 EURO PER IL MESE DI MARZO.

Sa Signor Presidente Conte, io non li voglio questi 100 euro, non perchè non ne abbia bisogno (in fin dei conti prendo 1500 euro al mese notti e festività comprese da ormai 20 anni di lavoro) ma perchè le dirò una sonora verità: il mio lavoro vale molto di più di 100 euro, digiunare da cibo e acqua vale molto di più di 100 euro, bagnarsi le mutande di pipì e doversele tenere comunque addosso vale molto di più di 100 euro, rinunciare a guardare i miei cari negli occhi anche mentre mangio vale molto di più di 100 euro, rinunciare agli abbracci di mia nipote di 4 anni e insistere a dirle di starmi lontano anche se lei piange perché vuole zia vale molto di più di 100 euro. Questa roba ti spacca il cuore!

Signor Presidente Conte io La ringrazio davvero della sua proposta ma rinuncio volentieri ai miei 100 euro e le dico di tenerseli, non per essere maleducata ma perchè vorrei che lei, portandomi veramente rispetto.

Usi quei soldi per farmi una promessa, vorrei che Lei, dall’alto del suo ruolo che io rispetto e che credo lei stia ricoprendo con onore e dedizione, mi dicesse: “finito tutto questo, non ci scorderemo di voi come spesso accade, di voi che oggi avete dato tutto e di più per questo popolo che amate e siete rimasti in piedi nonostante tutte le difficoltà e non avete mai mollato, e vi prometto che finito tutto questo, prenderemo il vostro contratto collettivo nazionale, lo miglioreremo mettendo mano sia alla parte normativa che alla parte economica, ascolteremo i vostri sindacati con i quali contratteremo e che ci porteranno le vostre rimostranze. io, il signor presidente ve lo prometto!”

Sarebbe tanto bello, ma tanto tanto, quando tutto sarà finito….perchè TUTTO QUESTO FINIRÀ E ANDRÀ TUTTO BENE E SPERIAMO CHE CE LA CAVIAMO!

Michela Venturi

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Robot autonomo per il prelievo di sangue individua una vena nel braccio di un paziente sotto la supervisione di un sanitario.
NT News

USA, la FDA autorizza il primo robot autonomo per i prelievi di sangue

Aletta individua la vena e completa il prelievo senza intervento manuale: un...

Sisma di Amatrice 2016, soccorritori e infermiere impegnati tra macerie e feriti durante le operazioni di emergenza.
LazioNT NewsRegionali

Amatrice, 10 anni dal sisma: le 13 ore dell’infermiere Andrea Sebastiani

Nel decennale del terremoto del 24 agosto 2016, OPI Rieti rilancia la...

NT NewsO.S.S.

Concorso oss 2026: rifacimento del letto occupato e libero. Procedura ed errori da evitare

Letto libero e letto occupato: preparazione del materiale, gestione della biancheria, sicurezza...

Annuncio social di un OSS e simboli di sondino e accesso venoso per spiegare i limiti tra competenze OSS e infermieristiche
NT NewsO.S.S.

“Somministro farmaci via sondino e vena”: l’annuncio su Facebook di un OSS fa discutere

Nel post pubblicato su Facebook e messo in evidenza dall’Associazione “Nessuno Tocchi...