I dati del report pubblicato il 23 luglio dall’Istituto Superiore di Sanità.
Negli ultimi giorni la maggioranza dei ricoverati over 80 e anche dei deceduti sono persone non vaccinate. Lo rende noto l’Istituto Superiore di Sanità nel suo report esteso settimanale, pubblicato il 23 luglio.
Al 3 luglio, nella fascia d’età 80+ anni, l’85% della popolazione risulta essere vaccinata con ciclo completo. Negli ultimi 30 giorni il 33% delle diagnosi di coronavirus, il 46% delle ospedalizzazioni, il 71% dei ricoveri in terapia intensiva e il 69% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino.
In termini assoluti, negli ultimi 30 giorni gli over 80 ricoverati non essendo vaccinati sono stati 125, quelli con ciclo incompleto 18, e 128 i vaccinati con ciclo completo. Un dato apparentemente incongruo (sono più i vaccinati dei non vaccinati), ma che si spiega con il paradosso della platea dei vaccinati che via via si amplia.
“Se le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura – si legge nel report – si verifica l’effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati. Per esempio, nella fascia di età 80+, dove la copertura vaccinale è alta, si osserva che il numero di ospedalizzazioni fra vaccinati con ciclo completo e non vaccinati è simile. Dall’altra parte, il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni nei non vaccinati è circa dieci volte più alto rispetto a quello dei vaccinati con ciclo completo (28 vs 3 per 100.000 abitanti)”.
Quanto alle terapie intensive, gli over 80 non vaccinati ricoverati sono 12, quelli con ciclo incompleto 1 e con ciclo completo 4. Infine, sono 106 i morti tra gli over 80 non coperti, 12 tra quelli coperti parzialmente, 35 quelli con vaccinazione piena. La maggior parte dei casi di coronavirus segnalati in Italia, rileva ancora l’Iss, sono stati identificati negli ultimi 14 giorni in soggetti non vaccinati. Si stima un forte effetto di riduzione del rischio di infezione di SARS-Cov-2 nelle persone completamente vaccinate rispetto ai non vaccinati (88% per la diagnosi, 95% per l’ospedalizzazione, 97% per i ricoveri in terapia intensiva e 96% per i decessi).
L’efficacia complessiva della vaccinazione, aggiustata per età, è superiore al 70% nel prevenire l’infezione in vaccinati con ciclo incompleto e superiore all’88% per i vaccinati con ciclo completo. L’efficacia nel prevenire l’ospedalizzazione sale all’81% con ciclo incompleto e al 95% con ciclo completo. L’efficacia nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all’89% con ciclo incompleto e 97% con ciclo completo. Infine l’efficacia nel prevenire il decesso è pari all’80% con ciclo incompleto e a 96% con ciclo completo.
Un altro effetto della campagna vaccinale è la diminuzione nell’età mediana dei casi di Covid-19, dato che le categorie prioritarie per il vaccino sono state le fasce di età più avanzate. L’età mediana dei casi al primo ricovero è diminuita nell’ultima settimana (48 anni), così come l’età dei casi all’ingresso in terapia intensiva (59 anni) e al decesso (78 anni).
Redazione Nurse Times
- Regione Puglia, stretta su infermieri e professionisti sanitari con titolo estero: controlli più severi e nuove regole per l’autorizzazione
- Trauma cranico grave: effetti per decenni, mortalità raddoppiata e anni di vita persi
- Ferie non godute, contenzioso quadruplicato: 2.200 sentenze nel primo semestre 2026 contro le 600 del 2025
- Dichiarato morto, ma ancora vivo: riflessioni infermieristiche su un caso di presunto errore diagnostico
- Il problema non è avere l’infermiere di famiglia: è decidere che tipo di infermiere di famiglia vogliamo
Lascia un commento