Dovrà essere somministrata preferibilmente entro sei mesi dalla stessa e comunque non oltre dodici mesi dalla guarigione. Lo stabilisce una circolare del ministero.
Secondo la nuova circolare diffusa dal ministero della Salute, nei soggetti con pregressa infezione da coronavirus, decorsa in maniera sintomatica o asintomatica, basterà una singola dose di vaccino, che dovrà essere somministrata preferibilmente entro sei mesi dalla stessa e comunque non oltre dodici mesi dalla guarigione.
Per i soggetti con condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, in caso di pregressa infezione da Sars-CoV-2, resta valida la raccomandazione di proseguire con la schedula vaccinale completa prevista. Si torna infine a ribadire che, come da indicazioni dell’Oms, l’esecuzione di test sierologici volti a individuare la risposta anticorpale nei confronti del virus non è raccomandata ai fini del processo decisionale vaccinale.
Redazione Nurse Times
- Ospedale Perrino di Brindisi: riconosciuto il diritto al pasto dopo 6 ore di lavoro
- Curare con la parola: l’arte della comunicazione strategica nelle cure complementari infermieristiche
- Assistente infermiere, COINA: “Con l’intervento di Enpapi al Tar si rafforza la battaglia contro un progetto paradossale e deleterio”
- Se mancano le condizioni, perché dovremmo sorprenderci quando gli infermieri se ne vanno? Da Cagliari un segnale chiaro
- Nominato un medico a capo della commissione del concorso per OSS: gli infermieri Pugliesi chiedono la modifica della delibera
Lascia un commento