Dovrà essere somministrata preferibilmente entro sei mesi dalla stessa e comunque non oltre dodici mesi dalla guarigione. Lo stabilisce una circolare del ministero.
Secondo la nuova circolare diffusa dal ministero della Salute, nei soggetti con pregressa infezione da coronavirus, decorsa in maniera sintomatica o asintomatica, basterà una singola dose di vaccino, che dovrà essere somministrata preferibilmente entro sei mesi dalla stessa e comunque non oltre dodici mesi dalla guarigione.
Per i soggetti con condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, in caso di pregressa infezione da Sars-CoV-2, resta valida la raccomandazione di proseguire con la schedula vaccinale completa prevista. Si torna infine a ribadire che, come da indicazioni dell’Oms, l’esecuzione di test sierologici volti a individuare la risposta anticorpale nei confronti del virus non è raccomandata ai fini del processo decisionale vaccinale.
Redazione Nurse Times
- Essere infermieri oggi conviene ancora?
- 2025 l’anno delle promesse: gli infermieri che hanno tenuto in piedi il SSN mentre le riforme restavano sulla carta
- Intervento senza precedenti in Italia al Gaslini di Genova: neurotizzazione corneale salva vista a bimbo di due anni
- Trattamento chirurgico della sindrome del tunnel carpale: vantaggi e limiti delle tecniche endoscopiche rispetto all’approccio tradizionale
- La luce della cura: Francesca Flamminii, esempio di infermieristica e umanità
Lascia un commento