ROMA – “Finalmente sembra che si inizi a vedere una diminuzione di nuovi casi: nella curva epidemica, dopo una fase di plateau, sembra esserci una discesa, la curva tende a flettere in basso. Ma aspettiamo domani o dopodomani prima di tirare un sospiro di sollievo”. Il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, Giovanni Rezza, non nasconde un minimo di soddisfazione sui dati dell’emergenza coronavirus forniti nella consueta conferenza stampa della Protezione civile.
C’è un calo sensibile dei nuovi contagiati che sono complessivamente 94.067 con un incremento rispetto a lunedì di 880 positivi, vale a dire meno della metà dell’incremento che si era registrato il giorno prima quando erano stati 1941 e anche il dato più basso dal 10 marzo scorso.
Scendono anche (ed è il quarto giorno di fila che accade) i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva; sono 3792 complessivamente, 106 in meno rispetto a lunedì, mentre resta alto il numero dei decessi, anche se in linea con gli ultimi giorni: 604 morti per Covid 19 si sono registrati nella giornata di oggi, mentre lunedì l’incremento era stato di 636.
Per questo il dottor Rezza prova a spargere un minimo di ottimismo, senza però esagerare: nella curva epidemica sembra esserci una discesa.
“Speriamo di assistere ad una flessione – spiega in conferenza stampa – ma bisogna sempre tenere a mente che il virus resterà nella popolazione, non è che arriviamo a zero tra una settimana o un mese e allora tana libera tutti”. Contro il virus Covid 19 bisognerà ingaggiare una “dura lotta”.
“Dobbiamo mantenere rigorosamente tutte le misure di distanziamento sociale – ha aggiunto – perché ogni rilassamento può significare una ripresa della circolazione”. Non è il momento di abbassare la guardia.
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