La “verifica” dei quesiti sotto accusa e l’ammissione con riserva dei ricorrenti al corso di Medicina generale. Sono i due punti centrali dell’ordinanza della Sezione terza quater del Tribunale amministrativo del Lazio (presidente Riccardo Savoia, estensore Dauno Trebastoni, consigliere Roberto Vitanza) che ha accolto l’istanza cautelare presentata dallo studio Leone-Fell di Palermo che difende numerosi candidati risultati al concorso per l’ammissione al Corso di formazione specifica in Medicina generale il cui esame con il sistema dei test a risposta multipla si è tenuto il 28 aprile.
«Si tratta – spiegano spiegano Francesco Leone, Simona Fell e Floriana Barbata, soci dello studio legale Leone-Fell – di candidati in diverse regioni italiane rimasti esclusi per gli errori che noi abbiamo contestato». Alla base del ricorso la constatazione che cinque quesiti non prevedessero una risposta univoca e pertanto fossero fuorvianti per i candidati tanto da indurli in errore: «In particolare i quesiti non presentavano una risposta univoca: era dunque possibile fornire alla medesima domanda più risposte egualmente corrette, o non era possibile individuare la risposta corretta tra le opzioni fornite dal ministero» dicono gli avvocati.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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