L’appello di Paola Zago per ritrovare il professionista che il 12 luglio scorso ha salvato suo marito Claudio, colto da arresto cardiaco.
Un medico che si trovava casualmente nel centro di Brunico (Bolzano) ha salvato la vita a Claudio Vidic, colpito da un improvviso arresto cardiaco nella mattinata del 12 luglio 2026. Ora la moglie, Paola Zago, chiede l’aiuto delle comunità sanitarie e professionali italiane per riuscire a rintracciare quel professionista e poterlo ringraziare personalmente.
Secondo la testimonianza inviata dalla famiglia a Nurse Times, l’emergenza si è verificata intorno alle 10:30 nella strada centrale pedonale di Brunico. Un passante, identificato dai presenti come medico, avrebbe immediatamente riconosciuto la gravità della situazione, si sarebbe inginocchiato accanto all’uomo e avrebbe iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare.
Il medico avrebbe continuato il massaggio cardiaco senza interruzioni per circa dieci minuti, fino all’arrivo dei soccorritori della Croce Bianca e dell’automedica. La sua identità, però, è rimasta sconosciuta.
La famiglia descrive quei minuti come una corsa contro il tempo. Claudio Vidic si trovava insieme alla moglie nel centro di Brunico quando è stato colpito dall’arresto cardiaco improvviso. Nella concitazione del momento, mentre alcune persone chiedevano aiuto e venivano allertati i soccorsi, il medico presente tra i passanti avrebbe avviato immediatamente le compressioni toraciche.
“Si è inginocchiato e ha iniziato un massaggio cardiaco perfetto e ininterrotto, durato dieci infiniti minuti, fino all’arrivo della Croce Bianca e dell’automedica”, racconta Paola Zago nel suo appello.
Dopo aver affidato il paziente agli equipaggi dell’emergenza territoriale, il medico si sarebbe allontanato, senza lasciare il proprio nome o altri recapiti. Nessuno dei famigliari o dei presenti, assorbiti dall’emergenza, sarebbe riuscito a chiedergli come si chiamasse o in quale struttura sanitaria lavorasse.
Le informazioni disponibili sul soccorritore sono poche. Secondo la moglie di Claudio, si tratterebbe di un medico italiano, senza un accento regionale particolarmente riconoscibile. La famiglia ipotizza che sia un professionista in vacanza in Alto Adige, successivamente rientrato nella propria città e nella propria attività ospedaliera o ambulatoriale. Tuttavia si tratta solo di un’ipotesi e non vi sono elementi che permettano di stabilirne la provenienza.
“Vogliamo solo dirgli grazie per avere onorato la sua professione nel modo più nobile possibile e per averci restituito un marito e un padre”, scrive Paola Zago. La richiesta è rivolta soprattutto a medici, infermieri, operatori dell’emergenza, ordini professionali, società scientifiche e comunità sanitarie. Chi si riconoscesse nel racconto o avesse ricevuto informazioni sull’episodio può contattare la famiglia (e-mail: [email protected]).
Per tutelare la riservatezza della famiglia, Nurse Times non pubblica l’indirizzo dell’abitazione, non necessario ai fini dell’appello. La ricostruzione dell’accaduto è basata sulla testimonianza diretta trasmessa dalla moglie del paziente. Al momento della stesura dell’articolo non è stato possibile individuare nei risultati online indicizzati un comunicato ufficiale contenente il nome del professionista o ulteriori dettagli clinici verificabili.
Arresto cardiaco, perché intervenire immediatamente è decisivo
L’arresto cardiaco è una condizione tempo-dipendente: il cuore interrompe improvvisamente la propria attività efficace e la circolazione del sangue verso il cervello e gli altri organi vitali viene compromessa.
Il ministero della Salute, presentando nel gennaio 2026 le nuove Linee guida nazionali, ha sottolineato che la probabilità di sopravvivenza può aumentare significativamente quando vengono avviate subito la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione con un DAE.
Le Linee guida 2025 dello European Resuscitation Council indicano il riconoscimento precoce dell’emergenza, la chiamata ai soccorsi, la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione tempestiva come elementi centrali della catena della sopravvivenza.
Le raccomandazioni sono elaborate attraverso una valutazione sistematica delle evidenze scientifiche disponibili e sono rivolte sia ai professionisti sanitari sia ai cittadini formati o non formati (ERC). È proprio in questo intervallo, tra il collasso della persona e l’arrivo degli equipaggi del 112-118, che l’intervento di un testimone può diventare determinante.
Redazione Nurse Times
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