La Procura del capoluogo pugliese ha aperto un fascicolo per verificare quanto denunciato dal programma di Itralia 1. Intanto il medico dovrà dare conto delle sue singolari terapie all’Omceo.
Rapporti sessuali offerti come cura per il papillomavirus e come prevenzione dei tumori all’utero. Questo il doppio accertamento a cui sarà sottoposto il 68enne ginecologo barese protagonista di un servizio televisivo andato in onda martedì sera nel corso del programma Le Iene, su Italia 1. Adesso rischia un provvedimento disciplinare per violazione delle norme deontologiche e, almeno in ipotesi, anche un procedimento penale. La Procura di Bari ha aperto formalmente un fascicolo d’indagine per verificare quanto denunciato nel servizio, acquisendo il video, ma per ora senza ipotesi di reato né indagati.
A carico del ginecologo, che attualmente e in pensione, ma continua a esercitare la professione privatamente, è stato inoltre aperto un procedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei medici di Bari, che a breve lo convocherà per ascoltarlo. Stando a quanto rivelato nel servizio, partito dal racconto di una giovane donna che non riusciva a rimanere incinta, il medico avrebbe diagnosticato a pazienti sane il papillomavirus, spiegando che l’unico modo per prevenire il rischio di un tumore sarebbe stato un rapporto sessuale con un uomo “vaccinato”, indicando se stesso come uno dei pochi in Italia con questa immunità. In tal modo il corpo delle pazienti sarebbe stato a sua volta “immunizzato” e “bonificato”, per dirla con le parole dello stesso medico.
A una complice del programma televisivo il 68enne barese spiega di aver “salvato tante donne dal cancro: tutte quelle con cui ho avuto contatti si sono negativizzate”, intendendo per “contatti” i rapporti sessuali. Inoltre le spiega che “ci sono alterazioni tumorali che non si vedono con il pap test”, e quindi, per non rischiare che il virus causi un tumore, l’unico modo è “trovare un vaccinato, così ti bonifichi e fai una difesa per eventuali partner”.
Nel servizio de Le Iene il medico sostiene poi di aver osservato l’efficacia di questa “terapia di bonifica” fin dai tempi del suo lavoro in reparto con le specializzande. “Dono anticorpi e guarigione”, dice ancora. Ora dovrà rendere conto delle sue singolari tecniche di cura e prevenzione ai colleghi dell’Ordine e, probabilmente, alla magistratura.
Redazione Nurse Times
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