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Barbara Mangiacavalli commenta la riconferma di Lorenzin come ministro della Salute

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Beatrice Lorenzin confermata alla guida del ministero della Salute anche con il nuovo Governo Gentiloni.

La presidente della Federazione Nazionale Collegi Ipasvi dott.ssa Barbara Mangiacavalli ha commentato positivamente la rincoferna del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

La politica italiana, diventata famosa per le innumerevoli gaffe in ambito sanitario dettate dalla non preparazione specifica in ambito sanitario hanno più volte fatto discutere e diviso l’opinione pubblica senza considerare l’improbabile campagna “Pro-fertilità” contraddistinta dalle molte vignette che hanno fatto indignare l’Italia intera denominata #FertilityDay.

La Mangiacavalli ha comunque apprezzato quanto fatto dalla Lorenzin:

«La conferma di Beatrice Lorenzin a ministro della Salute è una buona notizia per il Servizio sanitario nazionale e per i professionisti che ne rappresentano un pilastro fondamentale. Lorenzin durante il suo dicastero ha sbloccato situazioni in stallo ormai da anni, primi tra tutti i nuovi livelli essenziali di assistenza fermi ancora al testo del 2001, ma anche il Piano nazionale cronicità che rappresenta la prima vera “porta” sull’assistenza territoriale fatta da team di professionisti», afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi.

“Il ministero di Lorenzin, ricorda la presidente degli infermieri, ha anche affiancato le Regioni nel Comitato di settore, definendo quella che sarà la guida al nuovo contratto, dopo sette anni di attesa e ha difeso fino in fondo le risorse e la struttura della sanità pubblica evitando che fosse oggetto di ulteriori, ennesimi tagli”.

In questo senso la presenza di Lorenzin consentirà di avviare e concretizzare la concertazione affinché si possano realizzare gli obiettivi del Patto per la salute di ammodernamento del Ssn teso e valorizzare modelli innovativi e il contributo delle diverse professionalità.

Fondamentale è la sua presenza per proseguire nella strada dell’approvazione del disegno di legge che porta il suo nome sugli Ordini professionali, giunto quasi al traguardo, ma che in sua assenza avrebbe rischiato di arenarsi nelle crisi di Governo come ormai accade da oltre dieci anni.  

 

Simone Gussoni

 

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