Azienda ospedaliera di Padova: ai medici universitari sarà consentito di non timbrare la presenza attraverso il badge marcatempo, la loro presenza saranno controllati con il GPS
PADOVA. Sarà infatti utilizzata una App per controllare la loro presenza sul posto di lavoro.
L’azienda Ospedaliera di Padova in regime misto, conta tra il personale in dotazione organica sia medici ospedalieri che universitari, ai primi è d’obbligo timbrare il badge marcatempo.
Ai secondi finora bastava una sorta di autocertificazione cartacea firmata dal direttore di reparto che attestava la presenza del professionista nell’ora indicata, accertando la sua attività assistenziale.
Questa forma di autocertificazione delle presenze però è stata contestata dalla corte dei conti che ha sempre ritenuto opportuno obbligare anche gli accademici all’utilizzo del badge.
‘Privilegio’ oggetto di dibattito, visto il loro esplicito rifiuto al timbro, essendo tra l’altro gli unici in Italia a non timbrare.
Dopo una lunga e serrata trattativa tra azienda ospedaliera e università (che è costata la sospensione da parte del direttore generale del pagamento dei turni reperibilità e delle prestazioni extra a tutto il personale sanitario universitario) è arrivata la proposta del presidente uscente della scuola di medicina chirurgia, prof. Santo Davide Ferrara: un’App capace di certificare la presenza dei medici universitari all’interno di un perimetro definito (ospedaliero, istituti, aule) così da permettere al professionista di poter lavorare in ambito assistenziale e nella didattica, ricerca.
L’App che sarà scaricabile sugli smartphone o tablet attraverso un dispositivo GPS certificherà la presenza senza timbrare quindi il badge marcatempo.
L’idea è subito piaciuta all’azienda ospedaliera, alla regione Veneto ed al magnifico Rettore prof. Rosario Rizzuto ed è stata integrata nel nuovo protocollo d’intesa tra università e regione.
Le dichiarazioni del professor Ferrara: “È un sistema informatizzato che ci consentirà di mantenere il privilegio di non timbrare e di non essere equiparati a operai o impiegati”
Continua il prof. Ferrara “sono convinto che il 99% degli universitari fa più di 40 ore a settimana, non 36. Trovo i colleghi al lavoro anche di domenica: non abbiamo nulla da temere”.
Giuseppe Papagni
Fonte
Il Gazzettino
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