La Funzione pubblica Cgil aderisce allo sciopero generale di venerdì 20 novembre contro la manovra 2027 e parla di Servizio sanitario «definanziato». Per gli infermieri del pubblico e del privato è una giornata di astensione regolata dalla legge 146 del 1990: i servizi essenziali vanno comunque garantiti.
Venerdì 20 novembre la Cgil si ferma per l’intera giornata, in tutti i settori pubblici e privati. Lo sciopero generale era stato annunciato da Maurizio Landini il 17 ottobre dal palco della manifestazione romana di piazza del Popolo. Il 2 novembre è arrivata l’adesione della Fp Cgil, la categoria che rappresenta anche infermieri, Oss e professioni sanitarie del Servizio sanitario nazionale.
Il segretario generale Federico Bozzanca ha motivato la scelta con i numeri della spesa. Secondo la nota del sindacato, nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,2% del Pil, contro l’11% della Germania e il 9,4% della Francia, e nello stesso anno il 9,6% della popolazione, oltre 5,6 milioni di persone, ha rinunciato ad almeno una visita o un esame. Bozzanca parla di «gravissima manomissione del diritto alla salute» e di un rischio concreto di chiusura di ospedali.
Il Governo rivendica la direzione opposta: con il testo della manovra il Fondo sanitario nazionale sale a 146,3 miliardi. Le Regioni, dal canto loro, chiedono margini più ampi per il personale. Due letture dello stesso bilancio, e la distanza resta quella delle ultime settimane.
Il caso della Puglia
Il confronto si fa più concreto a livello regionale. La Fp Cgil Puglia, con il segretario generale Gino Lonigro e la segretaria Ileana Remini, ricorda che alla Regione la manovra assegna 200 milioni in più, mentre per i soli rinnovi contrattuali del personale sanitario ne servirebbero circa 250, secondo la stima del sindacato. Per il 20 novembre è prevista una manifestazione regionale a Bari. Il sindacato prospetta accorpamenti di reparti e assunzioni più lente, presentandoli come rischi e non come decisioni già prese.
Sullo sfondo resta la sanità privata. Il 2 novembre, al Ministero del Lavoro, la conciliazione tra Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp e le associazioni datoriali Aiop e Aris si è chiusa con un verbale di mancato accordo. Nelle Rsa il contratto attende il rinnovo da quattordici anni, secondo i sindacati.
Cosa vale per chi è in turno
Lo sciopero si svolge nel rispetto della legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali. Le prestazioni indispensabili restano garantite: emergenza-urgenza, terapie non rinviabili, assistenza ai ricoverati. Le aziende individuano i contingenti di personale che devono restare in servizio, e il coordinatore deve conoscerli prima, non la mattina stessa. Chi aderisce perde la retribuzione della giornata. Chi è comandato nel contingente lavora.
Per un reparto che già lavora con il minimo, la differenza tra giorno di sciopero e giorno normale può essere sottile. Ed è proprio questo il punto che il sindacato vuole portare in piazza.
Antonio Leuci
Fonti
- Fp Cgil, “Manovra: Ssn definanziato, rischio chiusura ospedali”, 2 novembre 2026
- ANSA, 2 novembre 2026
- Fisac Cgil, le richieste dello sciopero generale
- Fp Cgil, sanità privata, conciliazione fallita, 3 novembre 2026
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