Pena di un anno e quattro mesi con rito abbreviato. Il caso richiama l’attenzione sulla sicurezza degli studenti in corsia.
Come riportato da Repubblica, un infermiere dell’ospedale Oftalmico di Torino è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una studentessa di Infermieristica che affiancava durante il tirocinio. Il procedimento si è concluso con rito abbreviato.
Dai commenti sul fisico alla denuncia
Secondo la ricostruzione del quotidiano, l’infermiere, 54 anni, aveva il compito di accompagnare la giovane nell’apprendimento delle attività cliniche. Dopo commenti indesiderati sul suo aspetto fisico, l’uomo l’avrebbe palpeggiata mentre le mostrava come inserire al computer i dati dei pazienti.
La studentessa si sarebbe allontanata immediatamente, riferendo l’accaduto a una responsabile e presentando successivamente denuncia. Avrebbe inoltre ottenuto il trasferimento del tirocinio in un’altra struttura. Per il professionista, riferisce la stessa fonte, erano stati avviati un procedimento disciplinare e un cambio di sede.
La ricostruzione giornalistica segnala anche la testimonianza di un altro studente e riferisce che sulla pena hanno inciso il rito abbreviato e il riconoscimento dell’attenuante della minore gravità. Restano da verificare le motivazioni integrali, l’eventuale impugnazione e la definitività della condanna.
La sicurezza degli studenti è parte della qualità formativa
La vicenda porta nell’attualità sanitaria un tema che riguarda università, aziende ospedaliere e professionisti: la protezione degli studenti durante il tirocinio clinico. Il rapporto di affiancamento richiede fiducia. Chi sta imparando deve poter chiedere spiegazioni, segnalare comportamenti inappropriati e proseguire il percorso formativo senza temere conseguenze sulla valutazione.
Sul piano della prevenzione sono essenziali referenti facilmente identificabili, canali riservati di segnalazione e interventi tempestivi. La possibilità di cambiare sede può rappresentare una misura di protezione, da accompagnare all’ascolto della persona coinvolta e alla verifica delle responsabilità.
La ricerca: conseguenze anche sull’apprendimento
Un contributo scientifico pubblicato nel 2024 sulla rivista Tutor, disponibile sul portale dell’Università di Torino, presenta una revisione sistematica di 24 studi sulla violenza vissuta dagli studenti di Infermieristica durante il tirocinio. Gli autori descrivono conseguenze quali paura, insicurezza, umiliazione e riduzione delle opportunità di apprendimento. Tra le possibili ricadute viene richiamato anche l’abbandono degli studi.
Il lavoro evidenzia inoltre che gli autori delle violenze possono appartenere a gruppi diversi: pazienti e caregiver, ma anche professionisti sanitari, tutor e altri studenti. Le ricerche considerate sono eterogenee e riguardano soprattutto violenza verbale e fisica: non consentono di ricavare una percentuale unica delle violenze sessuali nei tirocini italiani.
Il riferimento professionale e deontologico
Per la professione infermieristica il riferimento ufficiale è il Codice deontologico delle professioni infermieristiche, aggiornato nel 2025, secondo il quale la tutela della dignità e la qualità delle relazioni devono trovare applicazione anche nei contesti di formazione. Per chi affianca uno studente, la competenza tecnica si accompagna alla responsabilità di contribuire a un ambiente rispettoso e sicuro.
Redazione Nurse Times
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