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Triage infermieristico, la formazione attraversa l’Italia: dopo Cagliari e Rimini, il GFT arriva a Torino

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Tre appuntamenti nazionali in meno di due settimane: professionisti provenienti da diverse regioni e un percorso formativo che unisce competenze cliniche, affiancamento e responsabilità professionale. Proseguono le iniziative del Gruppo Formazione Triage, che dal 4 al 6 novembre farà tappa a Torino per una nuova edizione del corso base sul triage globale in pronto soccorso.

Prosegue il programma nazionale di aggiornamento e formazione del Gruppo Formazione Triage (GFT), società scientifica che dal 1996 si occupa dello sviluppo delle competenze dei professionisti impegnati nell’emergenza-urgenza.

Dopo l’appuntamento di Cagliari, dedicato agli aspetti legali e giurisprudenziali del triage, e il corso attualmente in svolgimento a Rimini sulla formazione degli infermieri affiancatori, l’attenzione si sposta a Torino, dove la sede dell’Ordine delle professioni infermieristiche ospiterà tre giornate (4-6 novembre 2026) dedicate al triage globale in pronto soccorso.

L’iniziativa coinvolgerà infermieri provenienti da differenti realtà sanitarie italiane e una faculty multidisciplinare composta da professionisti con esperienze maturate in diversi contesti dell’emergenza-urgenza. L’appuntamento torinese rappresenta una delle tappe centrali del calendario nazionale programmato dal GFT per il secondo semestre del 2026, con l’obiettivo di promuovere metodologie condivise e favorire il confronto tra operatori che quotidianamente affrontano la complessità dell’accesso ai servizi di emergenza.

Il corso di Torino, coordinato da Stefano Marcolin, coordinatore infermieristico proveniente dal territorio vicentino, sarà articolato in tre giornate, per un totale di 24 ore formative e 24 crediti Ecm. Il programma affronterà i principali elementi del processo di triage, dalla valutazione iniziale del paziente all’attribuzione dei codici di priorità, dall’interpretazione dei parametri vitali alla rivalutazione delle condizioni cliniche, senza trascurare la documentazione sanitaria, gli aspetti organizzativi e le responsabilità professionali.

Il riferimento metodologico sarà il modello del triage clobale, coerente con le Linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero approvate nel 2019. La formazione non si limiterà alle lezioni teoriche, ma comprenderà discussione di casi clinici, esercitazioni, attività interattive e simulazioni, con l’obiettivo di collegare le conoscenze acquisite alle situazioni che caratterizzano l’operatività dei Pronto soccorso.

Tra i docenti coinvolti figurano Angela Desiante, Claudio Filippini, Claudia Mandolini, Michele Fratti, Isabella Dall’Osso, Silvia Ambrosio e Antonella Lo Castro, professionisti provenienti da differenti realtà nazionali.

Particolare attenzione sarà riservata, durante la seconda giornata, alla comunicazione e alla gestione dello stress, con il contributo di Elisa Dessy, esperta di comunicazione e formatrice senior. Due dimensioni che assumono particolare rilevanza in un contesto nel quale l’infermiere è chiamato non soltanto a riconoscere tempestivamente le priorità cliniche, ma anche a gestire situazioni di tensione, aspettative degli utenti e relazioni spesso complesse.

L’appuntamento piemontese arriva a pochi giorni dall’avvio del corso nazionale “Infermieri affiancatori al triage”, tenutosi a Rimini il 2 e il 3 novembre. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, sono 28 gli infermieri provenienti da diverse regioni italiane coinvolti in un percorso dedicato all’inserimento e all’accompagnamento dei colleghi che si avvicinano per la prima volta all’attività di triage.

Coordinato da Davide Boni, formatore e vicepresidente nazionale del GFT, il corso ha affrontato un aspetto particolarmente delicato dell’organizzazione infermieristica: il passaggio dalla preparazione teorica all’acquisizione delle competenze operative sul campo. L’affiancamento, infatti, non può esaurirsi nella semplice presenza di un collega esperto accanto al professionista neofita, ma richiede capacità tutoriali, metodologie educative, criteri di valutazione e percorsi strutturati.

Il programma, che ha visto tra i responsabili scientifici anche Giuliana Centini, ha coinvolto formatori provenienti da diverse realtà italiane, tra cui Silvia Ambrosio, Francesco Malara, Roberto Panato, Samuele Giancarli e Maurizio Castellucci. Il confronto tra differenti esperienze organizzative ha costituito un’occasione per riflettere sulle modalità con cui le aziende sanitarie progettano l’inserimento dei nuovi operatori e accompagnano lo sviluppo delle loro competenze.

A precedere gli appuntamenti di Rimini e Torino è stato il corso nazionale dedicato agli aspetti legali e alla giurisprudenza del triage, svoltosi il 23 e il 24 ottobre all’ospedale Brotzu di Cagliari. L’iniziativa, coordinata da Alice Trincas, ha coinvolto, secondo i dati comunicati dal GFT, oltre 40 professionisti tra infermieri, coordinatori infermieristici e medici provenienti da diverse realtà della Sardegna. Alle attività hanno contribuito cinque docenti del Gruppo Formazione Triage provenienti da differenti regioni, insieme al magistrato Sergio Fucci, di Milano, e all’avvocata Carola Matta, di Torino.

Al centro del confronto, le responsabilità professionali connesse al processo di triage, gli obblighi documentali, gli orientamenti giurisprudenziali e le implicazioni delle decisioni assistenziali. Tematiche particolarmente rilevanti in un ambito nel quale la valutazione iniziale, l’attribuzione della priorità e la successiva rivalutazione del paziente rappresentano passaggi decisivi per la sicurezza delle cure.

A spiegare la filosofia che accompagna il programma formativo nazionale è Daniele Marchisio, presidente del Gruppo Formazione Triage, che richiama l’attenzione sulle difficoltà operative e organizzative che caratterizzano il lavoro quotidiano nei pronto soccorso e nelle aree di emergenza. Secondo Marchisio, migliorare la qualità dell’assistenza significa necessariamente partire anche dalle condizioni in cui operano i professionisti sanitari, chiamati ogni giorno a prendere decisioni complesse, gestire situazioni di elevata pressione e garantire risposte tempestive ai bisogni dei pazienti.

È proprio in questa prospettiva che si inserisce l’attività del GFT: sostenere gli operatori attraverso percorsi formativi capaci di rafforzarne competenze, consapevolezza e capacità di affrontare le criticità dell’assistenza. La priorità rimane il paziente, ma per raggiungere concretamente questo obiettivo è necessario investire su chi quel paziente lo accoglie, lo valuta e lo assiste.

Una visione che riconosce come anche i professionisti abbiano bisogno di attenzione, strumenti e sostegno per poter esercitare al meglio il proprio ruolo. Prendersi cura di chi cura diventa così parte integrante del percorso per migliorare la sicurezza e la qualità delle cure, senza dimenticare che la formazione, da sola, non può sostituire gli interventi organizzativi necessari a garantire condizioni di lavoro adeguate.

Le tre iniziative restituiscono, dunque, una visione della formazione sul triage che non si esaurisce nell’apprendimento dei criteri di classificazione della priorità assistenziale. Preparare un infermiere a operare in pronto soccorso significa sviluppare competenze cliniche e decisionali, ma anche garantire un adeguato inserimento professionale, capacità comunicative e consapevolezza delle responsabilità connesse all’attività svolta.

È su queste dimensioni che si concentra il programma nazionale del Gruppo Formazione Triage, attraverso appuntamenti distribuiti sul territorio italiano e il coinvolgimento di professionisti provenienti da differenti contesti sanitari. Il corso di Torino rappresenta dunque un’ulteriore occasione di aggiornamento e confronto, confermando l’attenzione del GFT verso una formazione che accompagni gli infermieri non soltanto nell’acquisizione delle conoscenze iniziali, ma anche nello sviluppo progressivo delle competenze necessarie per affrontare la complessità dell’emergenza-urgenza.

Guido Gabriele Antonio

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