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Libera professione, Nursing Up: “Bene il ddl, ma servono garanzie contro gli ostacoli imposti dalle aziende”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Nursing Up.

Nursing Up accoglie positivamente l’iniziativa legislativa del Consiglio regionale della Lombardia, che con il Disegno di legge n. 1985, presentato al Senato il 29 luglio 2026, propone di rendere strutturale il superamento del vincolo di esclusività per infermieri, ostetriche e professionisti sanitari delle aree tecnica, riabilitativa e della prevenzione, dipendenti del Servizio sanitario nazionale.

Il provvedimento punta a trasformare in una disciplina permanente la possibilità di esercitare la libera professione fuori dall’orario di servizio, attualmente consentita attraverso una deroga temporanea prorogata fino al 31 dicembre 2027.

“Accogliamo con favore questa iniziativa – dichiara Antonio De Palma (foto), presidente nazionale Nursing Up -, perché affronta finalmente una questione che Nursing Up solleva da anni: superare il sistema delle proroghe e riconoscere stabilmente il diritto alla libera professione. È un segnale positivo, ma occorre fare attenzione a non lasciare irrisolti proprio quei vincoli che finora hanno ostacolato concretamente i professionisti”.

Il Ddl prevede l’esercizio della libera professione a domicilio, presso strutture pubbliche e private autorizzate o accreditate e anche in regime intramurario, individualmente o in forma associata. Stabilisce inoltre il superamento delle incompatibilità generali per i dipendenti a tempo determinato e indeterminato, fermo restando il divieto di conflitti di interesse e di pregiudizio oggettivo all’attività istituzionale.

IL NODO DELLE AUTORIZZAZIONI AZIENDALI

Nursing Up richiama l’attenzione sull’articolo 2 della proposta, che affida alle Regioni la disciplina delle modalità di esercizio e alle aziende sanitarie l’adeguamento dei rispettivi regolamenti.

Il testo non introduce espressamente un nuovo obbligo di autorizzazione preventiva, ma non dispone neppure in modo chiaro l’abrogazione esplicita del comma 2 dell’articolo 3-quater del Decreto-legge 127/2021, al centro delle ripetute contestazioni del sindacato per i vincoli autorizzativi e le interpretazioni restrittive adottate dalle aziende sanitarie.

“Il punto è proprio questo: non possiamo rendere permanente una possibilità professionale e lasciare che il suo esercizio concreto continui a dipendere da valutazioni discrezionali delle singole aziende – sottolinea il presidente Nursing Up -. Il rispetto degli obblighi di servizio e l’assenza di conflitti di interesse sono condizioni necessarie, ma non devono diventare il pretesto per mantenere ostacoli burocratici, dinieghi e disparità territoriali”.

E ancora: “Chiediamo quindi che durante l’iter parlamentare venga chiarito espressamente il superamento dei vincoli autorizzativi, prevedendo regole nazionali uniformi e un meccanismo che, in assenza di conflitti di interesse e di oggettivi impedimenti, non consenta dinieghi arbitrari. La libera professione deve essere realmente esercitabile, non soltanto riconosciuta sulla carta”.

Conclude De Palma: “La proposta contiene elementi importanti, dalla stabilizzazione della libera professione alla possibilità di esercitarla anche in regime intramurario. Nursing Up guarda positivamente a questo percorso legislativo, ma ritiene indispensabile che il testo venga completato sul fronte delle garanzie. È il momento di superare definitivamente i lacci e lacciuoli che abbiamo denunciato per anni”.

Redazione Nurse Times

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