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Dirigente pubblica rinuncia a oltre 50mila euro di aumento per non gravare sui conti dell’ente in difficoltà

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Francesca Laura Fancelli, direttrice generale dell’ASP Valsasino, rinuncia volontariamente all’incremento del proprio compenso. FIALS: «Un esempio di responsabilità che merita attenzione nazionale. Ma occorre trovare risorse anche per chi ogni giorno assiste anziani e persone fragili».

Milano, 17 ottobre 2026 – Una dirigente pubblica rinuncia volontariamente a oltre 50mila euro di incremento del proprio compenso per non aggravare i conti dell’ente che dirige, già alle prese con difficoltà economiche. Accade in Lombardia, dove Francesca Laura Fancelli, direttrice generale dell’ASP Valsasino di San Colombano al Lambro, ha scelto di non beneficiare dell’aumento previsto dalle recenti disposizioni regionali.

La decisione è stata formalmente recepita dal Consiglio di Amministrazione dell’ente pubblico con la deliberazione n. 11 del 12 ottobre 2026.

«Una scelta controcorrente, che merita di essere raccontata in tutta Italia. La dottoressa Fancelli ha rinunciato spontaneamente a una somma importante per tutelare gli equilibri economici dell’ente. È un esempio concreto di responsabilità istituzionale, che come sindacato vogliamo pubblicamente riconoscere», dichiara Roberto Gentile, segretario regionale FIALS-CONFSAL Lombardia.

Il gesto assume particolare rilievo nel pieno della riforma delle Aziende di Servizi alla Persona lombarde, che introduce nuove indennità per gli organi di amministrazione. Per i presidenti delle ASP di prima classe è previsto un compenso annuo lordo di 60.739 euro, che scende a 53.147 euro per quelli di seconda classe, mentre per ciascun componente dei Consigli di Amministrazione l’indennità è di 11.389 euro annui.

«Non contestiamo la legittimità di questi compensi, ma è inevitabile interrogarsi sulle priorità», prosegue Gentile. «Se si individuano risorse per gli amministratori, bisogna avere la stessa determinazione nel valorizzare infermieri, operatori sociosanitari e tutte le professionalità che garantiscono quotidianamente l’assistenza. Non possono esserci risorse per i vertici e difficoltà insormontabili quando si tratta di migliorare gli stipendi del personale».

Una questione che FIALS Lombardia ha recentemente posto anche all’assessore regionale Elena Lucchini, chiedendo maggiori investimenti sugli organici e il progressivo superamento delle differenze retributive e contrattuali tra lavoratori delle ASP, salvaguardando i trattamenti acquisiti.

«La decisione della direttrice Fancelli dimostra che la responsabilità di chi amministra si misura anche attraverso le scelte economiche. Il suo gesto non risolve i problemi del sistema assistenziale, ma richiama tutti a una riflessione: le risorse pubbliche devono sostenere prima di tutto la qualità dei servizi e il lavoro di chi si prende cura delle persone», conclude Gentile.

Redazione NurseTimes
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