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Riforma professioni sanitarie, Nursing Up: “Bene le novità sulla responsabilità. Ora interventi concreti per prevenire carenze organizzative”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Nursing Up.

Il sindacato Nursing Up interviene sul disegno di legge A.C. 2700-A (“Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”), presentato il 13 novembre 2025 e approdato all’esame dell’Aula della Camera il 12 ottobre 2026, dopo il via libera della XII Commissione Affari sociali del 7 ottobre.

Il provvedimento introduce novità sulla responsabilità professionale di tutti gli esercenti le professioni sanitarie. L’articolo 7 modifica l’articolo 590-sexies del codice penale, prevedendo, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla norma, la punibilità per omicidio colposo e lesioni colpose soltanto in presenza di colpa grave.

Il nuovo articolo 590-septies dispone inoltre che, nell’accertamento della colpa e del suo grado, siano considerate anche le carenze di personale, la scarsità di risorse e le difficoltà organizzative non evitabili dal professionista. L’articolo 9 introduce criteri analoghi nell’ambito della responsabilità civile, modificando la legge 8 marzo 2017, n. 24.

“Accogliamo positivamente queste novità, che rappresentano un passaggio significativo nell’evoluzione della responsabilità professionale sanitaria – dichiara Antonio De Palma (foto), presidente nazionale Nursing Up -. La nostra richiesta è che a questo intervento normativo si accompagni una politica concreta di prevenzione delle criticità organizzative. Servono organici adeguati, una distribuzione sostenibile dei carichi assistenziali, strumenti di lavoro efficienti e una programmazione del personale coerente con le reali esigenze dei servizi”.

E ancora: “Le aziende sanitarie devono essere chiamate a individuare tempestivamente le situazioni di sovraccarico e ad adottare misure correttive, prima che possano compromettere la sicurezza delle cure. Per infermieri, ostetriche ed altri professionisti sanitari, quotidianamente impegnati nell’assistenza diretta, questo significa poter lavorare in condizioni che consentano di esercitare pienamente le proprie competenze e garantire ai cittadini prestazioni sicure”.

Nursing Up guarda con interesse anche alle disposizioni dell’articolo 4 sulla certificazione delle competenze e sul linguaggio infermieristico standardizzato e a quelle dell’articolo 3 sulla sicurezza degli operatori e sulla valorizzazione professionale.

“Su questi aspetti – aggiunge De Palma – chiediamo percorsi di carriera clinica effettivi, incarichi specialistici riconosciuti, basati su presupposti uniformi per tutte le professioni sanitarie, e misure di tutela concretamente applicabili. La crescita delle competenze deve trovare riscontro nell’organizzazione del lavoro e nel riconoscimento professionale ed economico”.

Resta il tema delle risorse: l’articolo 10 prevede l’attuazione della delega senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. “È un punto sul quale chiediamo attenzione – dice ancora il presidente nursing Up -. La prevenzione dei rischi organizzativi e la valorizzazione delle professioni sanitarie richiedono investimenti e strumenti adeguati. Non possiamo pretendere miglioramenti strutturali affidandoci esclusivamente alle risorse già disponibili”.

Conclude De Palma: “Nursing Up seguirà i prossimi passaggi parlamentari e, ovviamente, i futuri provvedimenti attuativi, dando il proprio apporto affinché alla riforma delle regole si accompagnino interventi capaci di migliorare realmente le condizioni di lavoro e la sicurezza dei pazienti”.

Redazione Nurse Times

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