Il Nobel per la Chimica 2026 è stato assegnato al francese Henri Kagan, 94 anni, e al giapponese Kenso Soai, 78 anni, “per la scoperta di effetti non lineari e autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica”.
I due studiosi hanno capito come controllare una reazione chimica in modo da ottenere solo una delle possibili versioni speculari di una molecola, aprendo la strada a nuovi farmaci e a ricadute importanti per le nanotecnologie, l’elettronica e l’energia, fino alla possibilità di esplorare l’origine della vita. Se gli sviluppi più interessanti delle scoperte premiate oggi guardano al futuro, il premio a Kagan ha il sapore di una riscossa.
“Henri Kagan e Kenso Soai hanno fornito una soluzione a un mistero chimico vecchio di oltre un secolo”, ha detto Heiner Linke, presidente del Comitato Nobel per la Chimica, subito dopo l’annuncio del premio. Il mistero è quello della specularità delle molecole: proprio come le mani, molte molecole hanno una versione speculare che non si sovrappone perfettamente all’altra. In natura, però, è rarissimo trovare entrambe le versioni di una molecola.
“Grazie a Henri Kagan e Kenso Soai – precisa la motivazione del Comitato Nobel – oggi sappiamo come possa emergere l’omochiralità. Le loro scoperte sono state determinanti per i chimici che progettano reazioni per la produzione di farmaci”. Ogni versione di una molecola, infatti, si comporta in modo diverso. Nel caso di un farmaco, per esempio, si potrebbe ottenere un effetto differente da quello che si avrebbe usando l’altra versione. Ottenere la forma corretta di una molecola può essere quindi determinante.
Saper governare le molecole-specchio è inoltre importante per capire l’origine della vita. Sì, perché in natura, tranne per poche eccezioni, viene quasi sempre utilizzata una sola delle due forme speculari di una molecola. Il problema è capire come in natura si sia affermata questa asimmetria.
Chi sono i due vincitori del Nobel per la Chimica
Henri B. Kagan è professore emerito all’Université Paris-Sud. Nato nel 1930 a Boulogne-Billancourt, ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1960 al Collège de France e nel 1967 è diventato docente all’Università Paris XI – Paris-Sud, dove nel 1968 ha fondato il Laboratorio di sintesi asimmetrica e dove nel 1973 è diventato professore ordinario. Per le sue ricerche è stato più volte candidato al Nobel per la Chimica, che ora si è finalmente aggiudicato
Kenso Soai è professore emerito all’Università di Scienze di Tokyo. Nato nel 1950 a Hiroshima, ha studiato all’Università di Tokyo, dove ha conseguito il dottorato nel 1970. In seguito ha studiato negli Stati Uniti, all’Università della Carolina del Nord, e nel 1981 ha cominciato a insegnare all’Università di Scienze di Tokyo, dove nel 1991 è diventato professore ordinario.
I lavori più importanti dei due ricercatori
C. Puchot, O. Samuel, E. Dunach, S. Zhao, C. Agami, H. B. Kagan; Nonlinear effects in asymmetric synthesis. Examples in asymmetric oxidations and aldolization reactions. Journal American Chemical Society 1 April 1986; 108 (9): 2353–2357. https://doi.org/10.1021/ja00269a036
Soai, K., Shibata, T., Morioka, H. et al. Asymmetric autocatalysis and amplification of enantiomeric excess of a chiral molecule. Nature 378, 767–768 (1995). https://doi.org/10.1038/378767a0
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